Il piano di Alfano per l’Italia: “Meno tasse, meno Equitalia”

Pubblicato il 4 agosto 2012 9:30 | Ultimo aggiornamento: 4 agosto 2012 9:31
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Angelino Alfano (LaPresse)

ROMA –  Vendere i beni pubblici sì, svenderli no. E quindi far calare le tasse anche ripensando i poteri di Equitalia che ultimamente sono stati eccessivi. Angelino Alfano non sa se sarà lui il candidato premier del Pdl ma intanto, in un’intervista a Libero, spiega agli elettori il programma del suo partito. Programma che come da tradizione parte dalla questione tasse: ”E’ possibile diminuire la pressione fiscale anche ora vendendo beni pubblici”, ”ma vogliamo evitare ogni svendita, quindi distaccarci dal modello delle false privatizzazioni dei primi anni Novanta”.

Secondo Alfano alcune quote dei ”gioiellini pubblici”, da Eni a Enel, potrebbero finire all’asta. Alfano, illustrando il programma del suo partito per ”risanare l’Italia”, parla anche di taglio delle tasse come conseguenza della riduzione del debito: ”Devono beneficiare tutti, i lavoratori, le imprese, le famiglie. Un livello di imposizione fiscale reale del 55% e’ intollerabile. I primi bersagli da colpire sono l’Imu sulla prima casa e sull’agricoltura e l’Irap sul costo del lavoro”.

Su queste proposte economiche che ”prevedono la dismissione di quote di patrimonio pubblico – spiega il segretario Pdl – e’ possibile unire i moderati. Tutti quelli alternativi alla sinistra vecchia maniera possono riconoscersi”. Per quanto riguarda il Pd, Alfano osserva: ”’Bersani ha reso chiara un’alternativa secca: loro sono il partito del ‘tassa e spendi’, noi quello del ‘meno debito e meno spesa’. Equitalia – aggiunge – ha avuto poteri talvolta eccessivi, che vanno ripensati”..