Alluvione, per colpa di chi? Il sindaco di Pontremoli: “Io il fax lo mandai”

Pubblicato il 30 ottobre 2011 21:41 | Ultimo aggiornamento: 30 ottobre 2011 21:44

PONTREMOLI (MASSA CARRARA) – Quattro fax spediti dal Comune di Pontremoli il 25 ottobre scorso avvisarono protezione civile, Comunita' montana e Provincia di Massa Carrara che il maltempo stava per causare una situazione di grave difficolta'. I fax, come ha spiegato il sindaco di Pontremoli Lucia Baracchini – e come gia' scritto oggi dal Corriere Fiorentino – partirono dalle 15.10 in poi. Il fiume Magra dentro Aulla esondo' alle 18. Tre ore di tempo prezioso su cui adesso le autorita' della Lunigiana stanno discutendo, mettendo in luce quale coordinamento vi sia stato fra gli enti.

Aveva cominciato venerdi' scorso il primo cittadino di Aulla, Roberto Simoncini, a evidenziare il mancato allarme: ''Nessuno ci ha avvisato da Pontremoli e da Villafranca'', aveva detto, riferendosi ai due comuni che si trovano a monte di Aulla. Ora la reazione del sindaco Baracchini che ha spiegato che il 25 ottobre scorso ''il Comune di Pontremoli invio' quattro fax alle 15.10, due indirizzati all'Ufficio calamita' naturali della Provincia di Massa Carrara; uno alla protezione civile provinciale in prefettura; uno alla comunita' montana della Lunigiana''.

Nel testo, ha spiegato, era scritto: ''Segnalo la situazione di grave difficolta' che si trova a vivere in queste ore il Comune di Pontremoli a causa delle copiose precipitazioni piovose. Vi chiedo di allertare tutti gli uffici competenti per supportare l'azione che unitamente al Comune scrivente potranno svolgere al fine di limitare al massimo i danni e i disagi alla popolazione''.

Inoltre Baracchini ha detto che il suo assessore Manuel Buttini verso le 14.30 aveva gia' telefonato al comando della polizia municipale della Lunigiana, che riunisce i vigili urbani dei Comuni del comprensorio, avvisando della situazione critica e di rimuovere le auto dai posteggi, giacche' dalle 14 il Magra stava esondando a Pontremoli.

La procura di Massa, che ha disposto il sequestro degli argini del Magra ad Aulla, in vista di possibili altre piene intanto ha autorizzato la loro ricostruzione in muratura tranne che per un fronte di circa 10 metri, protetto per ora solo con barriere mobili, ai fini di eventuali perizie.