“Tutto quello che veniva lasciato al partito restava al partito”: Assunta Almirante ricorda i tempi di Giorgio all’Msi

Pubblicato il 29 luglio 2010 11:48 | Ultimo aggiornamento: 29 luglio 2010 11:48

“Di Giancarlo non so niente. Certo, deve avere un bel conto in banca, o chissà quali altre garanzie, per ottenere la residenza nel Principato”, è questo il modo in cui Assunta Almirante, vedova del segretario dell’Msi Giorgio Almirante, commenta la residenza di Giancarlo Tulliani, cognato di Gianfranco Fini,  nella casa di Montecarlo che fu donata ad Alleanza Nazionale dalla nobildonna Anna Maria Colleoni.

Non conosceva la Colleoni, non conosce Tulliani e non ha mai saputo nulla della cospicua eredità lasciata ad An, ma sa benissimo che ai tempi del marito “tutto quello che veniva lasciato al partito restava al partito, perché diventava automaticamente proprietà degli iscritti, non si trattava di un “regalo” ad personam, al singolo deputato o al segretario”, e precisa:  “l’unica casa che ha avuto in eredità Giorgio è stata l’ultima. Intendo dire la sua tomba, al Verano, donata dal Comune, quando c’era una giunta di sinistra”.

“C’è poco da stare allegri. Penso che non voterò più. Qui si litiga ogni giorno per sciocchezze, per un po’ di potere in più”. La critica dell’Almirante non risparmia alcun uomo politico, e nessun partito italiano di oggi, che “Dovrebbero avere l’onestà di riconoscere i privilegi che hanno rispetto a tanti italiani che non sanno come sbarcare il lunario”.