Alpini contro Salvini: “Non usi la nostra maglietta, ne va della nostra credibilità”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 agosto 2018 15:22 | Ultimo aggiornamento: 23 agosto 2018 15:23
Alpini contro Matteo Salvini: "Non usi la nostra maglietta, ne va della nostra credibilità"

Alpini contro Salvini: “Non usi la nostra maglietta, ne va della nostra credibilità” (foto Ansa)

MILANO – Gli alpini contro il ministro dell’Interno Matteo Salvini per la maglietta…degli alpini. Il presidente della sezione milanese Luigi Boffi ha scritto al presidente nazionale per esprimere la sua “indignazione” dovuta al fatto che il vicepremier ha indossato la maglietta degli Alpini con i simboli dell’Adunata del Centenario – regalatagli dalla ditta che ha in concessione il marchio – in alcune occasioni pubbliche [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play].

“Ne va – scrive Boffi – della nostra credibilità, della nostra autonomia, della nostra serietà. Una volta per tutte diciamolo forte: non siamo noi Associazione Nazionale Alpini a seguire la Lega, ma caso mai Salvini che furbescamente cavalca il sentire sincero e senza altri falsi scopi di noi Alpini”.

In un comunicato, l’Associazione Nazionale Alpini, afferma che “ogni eventuale accostamento dei nostri simboli a situazioni politiche, personaggi politici o altro non è assolutamente promosso né voluto dall’ANA”.

Il post integrale dell’Associazione Nazionale Alpini:

Utilizzo dei marchi e simboli ANA

A seguito delle recenti vicende relative all’utilizzo di nostri marchi e simboli da parte di persone esterne all’Associazione Nazionale Alpini e che a volte rivestono ruoli istituzionali, politici o comunque pubblici, l’ANA ribadisce e riafferma quanto è indicato all’art. 2 del nostro Statuto, ossia che l’Associazione è apartitica.
Si afferma pertanto che ogni eventuale accostamento dei nostri simboli a situazioni politiche, personaggi politici o altro non è assolutamente promosso né voluto dall’ANA.

Dalla Lega risponde il deputato Fabio Boniardi, chiedendo la rimozione di Boffi.