Politica Italia

Alto Adige, i sudtirolesi mandano un manifesto a Fitto: “Qui non siamo in Italia”

I sudtirolesi più intransigenti non si sentono italiani e lo fanno sapere a chiare lettere a Raffaele Fitto: la Sued-Tiroler Freiheit, il partito della pasionaria Eva Klotz, ha spedito al ministro degli affari regionali, un suo noto manifesto con lo slogan in tedesco ”Sued-Tirol ist nicht Italien”, ovvero ”L’Alto Adige non è Italia”.

Con questa mossa, hanno spiegato gli esponenti del partito, ”intendiamo spiegare al ministro straniero che il Sued-Tirol non ha mai fatto parte dell’Italia, non lo è e non lo sarà mai”. Secondo la Sued-Tiroler Freiheit, la Provincia di Bolzano ha ricevuto l’autonomia ”perché né la terra, né la popolazione è italiana”.

Nel frattempo la Svp ha deciso di dire la sua sulla questione della toponomastica: questa settimana il partito di raccolta dei sudtirolesi presenterà in consiglio provinciale un disegno di legge per risolvere una volta per sempre la diatriba sui cartelli in lingua tedesc0 che il governo vorrebbe bilingue: ”Dobbiamo riportare il dibattito nelle istituzioni, ovvero in consiglio provinciale che ha la competenza in merito”.

La notizia della imminente presentazione del ddl e di un ”vertice segreto Svp-Pdl” è stata anticipata dal quotidiano Alto Adige. Pichler Rolle della Svp ha detto: ”Cerchiamo un dialogo ampio e aperto e per questo abbiamo incontrato anche i partiti del centrodestra”.

Gli incontri sarebbero avvenuti ancora prima della diffida del governo per i cartelli monolingui in montagna. Pichler Rolle non ha voluto anticipare i contenuti del ddl: ”A grande linee si tratta del testo già presentato in passato”. Secondo l’Alto Adige, è stata però accantonata la proposta del governatore Durnwalder, criticata da alcuni partiti italiani, di effettuare un sondaggio in loco per verificare l’uso reale dei toponimi italiani. Ad esprimersi sui dubbi ci sarebbe ora una commissione d’esperti.

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