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Angela Cucinotta preside di Forza Italia, bimbi cantanti e Renzi Zio d’America

Angela Cucinotta preside di Forza Italia, bimbi cantanti e Renzi Zio d'America

Angela Cucinotta preside di Forza Italia, bimbi cantanti e Renzi Zio d’America

ROMA – Angela Cucinotta preside di Forza Italia, bimbi cantanti e Renzi Zio d’America. Succede che nelle sue ormai rituali visite alle scolaresche d’Italia, Matteo Renzi venga omaggiato da bambini giubilanti. E’ successo, alla scuola di Siracusa visitata ieri, che il gran cerimoniere della festa di benvenuto con tanto di “clap & jump” interpretato dai piccoli studenti, era la preside Angela Cucinotta, che le cronache locali descrivono come accanita sostenitrice di Forza Italia.

Per  Francesco Merlo,  scoprire che l’imbarazzante claque a Renzi è stata istruita da una militante di Berlusconi conferma l’atavica propensione meridionale a salutare come un messia qualsiasi “uomo potente che viene da fuori”, piuttosto che ricordare, come invece ha denunciato Grillo, “gli incontri di Mussolini con i Figli della Lupa” (ma i suoi manifestavano con Forza Nuova, gli ha risposto il premier).

Non solo Cucinotta (che si difende, “Non faccio politica”), anche la sua vice Katya De Marco milita in Forza Italia. Non è dato sapere invece come sia collocato il professor Paolo Genovesi, il docente di musica che materialmente ha adattato in italiano le parole del blues/filastrocca, il “clap & jump” intonato dai bambini.

Certo, anche non facendo riferimento all’uso strumentale dei bambini a fini politici in puro stile regime totalitario, resta l’imbarazzo nel vedere un presidente del Consiglio “ubriaco di lusinghe” (sempre Merlo). Ma appunto, la ragione non dipende dalla pretesa di una maggior virtù delle lusinghe “democratiche”, quanto da questa disposizione servile a sdraiarsi davanti al potente di turno, purché venga da fuori. Merlo ci vede

la tristezza infinita di un Meridione che è ancora e sempre lo scenario naturale dello “zio d’America”, e mi sono ricordato che Silvio Berlusconi a Lampedusa fu accolto come un messia, come un conquistador. (Francesco Merlo, La Repubblica)

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