Anm contro Renzi: “Mai detto che taglio ferie è un attentato ai giudici”

di redazione Blitz
Pubblicato il 29 settembre 2014 15:13 | Ultimo aggiornamento: 29 settembre 2014 15:19
Anm contro Renzi: "Mai detto che taglio ferie è un attentato ai giudici"

Anm contro Renzi: “Mai detto che taglio ferie è un attentato ai giudici”

ROMA – “Mai detto che il taglio delle ferie sia un attentato ai giudici”. Lo ha detto l’Associazione Nazionale Magistrati, replicando a quanto affermato dal premier Matteo Renzi, ospite di Fabio Fazio a Che Tempo Che Fa. Il sindacato dei magistrati chiede innanzitutto più rispetto:

“Il presidente del Consiglio – si legge in una nota – ha ripetuto affermazioni riguardanti l’azione dell’Anm e il concreto funzionamento degli Uffici giudiziari italiani che non corrispondono alla realtà dei fatti”.

Quanto alle retribuzioni, l’Anm si vede

“pertanto costretta a ricordare a tutti, con estrema fermezza”, di non aver “mai dichiarato che l’introduzione di un tetto massimo alle retribuzioni di 240.000 euro annuali sia un attentato alla libertà o all’indipendenza della magistratura. Chi sostiene il contrario è invitato a dimostrare, una volta per tutte, quando e come l’Associazione avrebbe fatto una simile affermazione. Tale tetto è raggiunto solo dai massimi vertici della Corte di Cassazione e della relativa Procura generale e che la retribuzione media dei magistrati è enormemente inferiore a quella cifra”.

Mentre sul taglio delle ferie, specifica:

“Gli uffici giudiziari – continua l’Anm – non chiudono mai e l’Anm non ha mai dichiarato che la riduzione della sospensione feriale e delle ferie (realizzata con il decreto legge n. 132/2014) sia un attentato ai magistrati. In realtà, l’istituto della sospensione dei termini processuali in periodo feriale – fino ad oggi fissato dal primo agosto al 15 settembre – è destinato ad assicurare il concreto esercizio del diritto di difesa (art. 24 Cost.), al fine di evitare il decorso dei termini processuali nei processi ordinari, in un tempo che i cittadini tradizionalmente dedicano al riposo annuale”.

E anzi durante il periodo di ferie

“finora determinate in 45 giorni, i magistrati erano comunque tenuti al deposito dei provvedimenti, non essendo prevista alcuna sospensione dei relativi termini. Dunque, il numero dei provvedimenti emessi è indipendente dalle ferie godute, la cui riduzione non potrà determinare alcun incremento di produttività.

“La magistratura – conclude la nota – ha troppo rispetto della propria indipendenza, per strumentalizzarla a secondi fini. Ci si attende uguale rispetto da parte di tutti. Ci auguriamo, con ciò, di avere fatto, si spera definitiva, chiarezza nell’interesse di una corretta informazione e della dignità di quanti operano con sacrificio e impegno nel delicato settore dell’amministrazione della giustizia”.