Anm replica a Renzi: “Ferie? servono riforme vere no slogan”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 settembre 2014 21:03 | Ultimo aggiornamento: 16 settembre 2014 21:03
Anm replica a Renzi: "Ferie? servono riforme vere no slogan"

Rodolfo Sabelli

ROMA – “Ferie? Servono riforme vere, non slogan”. Così Rodolfo Sabelli, presidente dell’Associazione nazionale magistrati ha risposto alle parole del premier Matteo Renzi, in merito al taglio delle ferie dei giudici.

“Sono mesi che si parla di riforme – osserva Sabelli – In materia civile è stato presentato un testo di legge che ci ha deluso. La giustizia civile soffre di una lentezza eccessiva, che è figlia dell’enorme carico di lavoro, non certo della scarsa efficienza dei magistrati italiani, che anzi sono tra i più produttivi d’Europa. Pensare che il carico di lavoro si risolva con gli strumenti deflattivi individuati è illusorio, soprattutto senza misure incentivanti che scoraggino cause inutili”.

Quanto al penale ci sono solo linee guida e “le anticipazioni sono ancora più deludenti”.

“Ci aspettavamo un intervento serio sulla prescrizione che destrutturasse la ex Cirielli e invece ci si fermerà a qualche ritocco limitato. E non abbiamo ancora visto disegni seri di contrasto alla criminalità economica e alla corruzione. E resta il tema comune alla giustizia civile e non affrontato degli investimenti, in termini di risorse, personale e dell’innovazione”.

L’Anm però non demorde:

“Continueremo a indicare soluzioni; proposte le abbiamo già fatte e proseguiremo su questo fronte; offriremo ancora il nostro contributo nella speranza che venga raccolto e che si varino interventi efficaci, anche se finora non è stato cosi'”.

Non passa inosservata la stilettata del premier ai pm sugli avvisi di garanzia alla presentazione del piano Millegiorni,

“Chiamatela svolta per un Paese civile ma noi non permettiamo a un avviso di garanzia citofonato sui giornali o a uno scoop di cambiare la politica industriale nazionale”

Sabelli, premettendo di non riferirsi a indagini specifiche, risponde:

“Deve essere chiaro a tutti che l’iscrizione nel registro degli indagati e l’informazione di garanzia sono atti dovuti per legge, al punto che la loro omissione da parte dei magistrati costituirebbe un illecito. Peraltro sono atti a garanzia dell’indagati e che non costituiscono alcuna anticipazione di giudiziario”.

Resta fermo il punto che la magistratura con i suoi atti “non determina né interferenze né strumentalizzazioni; l’idea opposta la rifiutiamo con estrema fermezza”

“Respingiamo fermamente l’idea che la magistratura intenda interferire nella politica economica di un’azienda. Così come l’idea di una sua responsabilità nell’eventuale strumentalizzazione di atti che sono imposti dalla legge e la cui omissione costituirebbe un illecito”.