Anna Maria Cancellieri: “Sentenze Berlusconi non influenzeranno governo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Giugno 2013 13:09 | Ultimo aggiornamento: 18 Giugno 2013 13:09
Anna Maria Cancellieri: "Sentenze Berlusconi non influenzeranno governo"

Anna Maria Cancellieri (Foto Lapresse)

ROMA – “Le sentenze dei processi a Silvio Berlusconi non influiranno sulla tenuta del governo”: lo ha detto il ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, in un’intervista a Repubblica.

La Guardasigilli non teme la reazione degli elettori del Pdl: “Li rispetto, ma a loro dico che per prima cosa si rispettano le sentenze, di qualsiasi tenore esse siano”.

Proprio domani, mercoledì 19 giugno, è attesa la decisione della Corte Costituzionale su Mediaset, mentre il 24 giugno ci sarà la sentenza del processo Ruby in cui Berlusconi è accusato di prostituzione minorile e concussione. Cancellieri non nasconde una certa preoccupazione.

“Sicuramente andiamo incontro a un momento molto delicato. Ciononostante sono serena, perché penso che questo governo è nato dalla volontà di fare cose utili per il Paese in un momento di straordinaria difficoltà. Ritengo predomini la necessità di dare risposte ai cittadini, affrontando le tematiche più urgenti e più pressanti per loro che ci impongono di andare avanti comunque. Penso che anche gli altri colleghi siano d’accordo, per cui alla fine quello che accadrà non dovrebbe influire sulla vita del governo”.

Al Consiglio Superiore della Magistratura, che l’ha accusata di non prendere posizione, Cancellieri risponde: “Io non perseguo mai fini politici, ma solo istituzionali”.

“Ho detto cento volte che le sentenze vanno rispettate, senza far distinzione tra quelle che piacciono o quelle che non piacciono, perché così si mette in discussione lo Stato. Poi, certo, c’è la questione politica, perché dieci milioni di cittadini rappresentano una parte importante del nostro Paese che merita attenzione. Però a loro, da ministro della Giustizia, posso solo raccomandare di rispettare le sentenze. L’ho detto per Cucchi, ma vale per chiunque”.

“Guai se il Paese perde il rispetto delle istituzioni e della legge, il rischio è che si rotoli nell’anarchia. Napolitano è sempre stato coerente. Ci ha dato lezioni importanti e indicato una strada”.

Giovedì 19 giugno il ministro andrà al Csm, ed entrerà nel dettaglio della manovra sulle carceri italiane. Non solo 4mila posti in più, spiega a Repubblica, ma

“Bisogna depenalizzare perché in Italia chi dà in autobus false generalità rischia fino a sei anni, la stessa pena di chi stampa moneta falsa. Servono sanzioni amministrative. Poi bisogna puntare sulle misure alternative, perché chi commette un reato non grave non deve per forza finire in carcere. Io, come cittadino, sarei più contenta se chi imbratta i muri li ripulisse, piuttosto che vederlo in prigione”.

“A fronte di 47mila posti ci sono 66mila detenuti. Non bastano letti in più, servono carceri alternative per chi non è pericoloso in cui il detenuto possa lavorare e svolgere attività sociale. Sto lavorando al progetto di creare un circuito di detenuti non pericolosi da sistemare in caserme distribuite in varie regioni. Ne abbiamo già individuate una decina da ristrutturare in tempi rapidi, senza grossi investimenti”.

Sui domiciliari, che potrebbero essere estesi a reati fino a sei anni, Cancellieri afferma che non si tratta di una misura per Berlusconi:

“I reati gravi sono esclusi, e poi la detenzione domiciliare è sempre una detenzione, nessun condannato va a spasso”.