Esposto contro Annozero, Santoro scherza: “I carabinieri dovevano arrestare Berlusconi”

Pubblicato il 22 Marzo 2010 18:12 | Ultimo aggiornamento: 22 Marzo 2010 18:17

Berlusconi avrebbe sollecitato i Carabinieri a fare un esposto contro Annozero per le offese all’Arma: che ne pensa Michele Santoro? «Arrestatelo, quando vi dice queste cose!».

Con questa battuta-provocazione il giornalista commenta a Current tv i contenuti della telefonata che Berlusconi avrebbe fatto al comandante generale dell’arma dei Carabinieri. Sono parole contenute in un’intervista in onda a partire dalle ore 20.15 del 22 marzo sul canale 130 Sky e in replica nei prossimi giorni come promo della manifestazione, ” Rai per una notte” che il canale di Al Gore manderà in onda in diretta la sera di giovedì 25 marzo dal Paladozza di Bologna.

Il conduttore di Annozero si dice più positivo sul ruolo dell’informazione indipendente in Italia, che oggi presenta nuove opportunità, visto che per fortuna si sono moltiplicati i canali dov’è ” possibile combattere la censura”. Santoro è comunque convinto, oggi più che mai, nel voler difendere il ruolo del servizio pubblico in Italia: «Non abbiamo una situazione che possa puntare alla liberalizzazione del mercato perché abbiamo un presidente del Consiglio che di fatto è monopolista sul mercato. Sarebbe dunque controproducente affidare a lui una riforma della televisione. Mi auguro quando lui non ci sarà più, cosa che prima o poi avverrà, si potrà finalmente affrontare il problema senza paramenti ideologici compreso quello di non danneggiare troppo Berlusconi, perché anche quello mi sembra un paramento ideologico».

Riguardo ad alcuni giornali che lo hanno definito il vero capo dell’opposizione, Santoro risponde: «Magari. Magari fossi io il capo dell’opposizione! Ma non lo sono. Sono solo un giornalista. Io penso di saper fare bene il mio lavoro e vorrei che quelli dell’opposizione facessero bene il loro lavoro. Ma non c’é nessuna confusione tra quello che faccio io e quello che fanno loro. Anzi quando mi accusano di far perdere i voti alla sinistra, mi sembra una delle classiche arretratezze del sistema Italia, perché si pretende da un giornalista che si faccia vincere o perdere, quando invece il lavoro del giornalista è quello di raccontare ciò che vede».

Infine una promessa: «A differenza di quanto avvenuto la volta scorsa non starò fermo ad aspettare una sentenza, che poi mi è stata favorevole. Lavorerò. E ricordiamolo che è solo grazie a una sentenza che sono in onda. Perché anche i membri dell’opposizione del cda Rai non hanno mai messo a verbale di essere contrari a che i processi nei miei confronti continuino».