“Anpi pericolo per la democrazia”. Il sindaco di Nardò vuole chiuderla

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 11 Febbraio 2020 12:43 | Ultimo aggiornamento: 11 Febbraio 2020 12:43
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“Anpi pericolo per la democrazia”. Il sindaco di Nardò vuole chiuderla. Nella foto il post del sindaco

LECCE – “L’Anpi Lecce dev’essere chiusa al più presto, perché rappresenta un pericolo per la democrazia”. A dirlo è il sindaco di Nardò, Pippi Mellone, durante la celebrazione, tenuta la sera del 10 febbraio, ai martiri delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.

Mellone, che in passato ha militato in movimenti e partiti politici di estrema destra, è stato eletto sindaco alla guida di una giunta di centrodestra ma con il sostegno del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Non a caso, alle recenti primarie del centrosinistra per scegliere il candidato di coalizione alla presidenza della Regione, Mellone ha invitato gli elettori neretini di centrosinistra a votare Emiliano.

“Oggi il Consiglio Comunale di Nardò ha onorato con un minuto di silenzio la memoria di questa tragedia mentre la fontana di Piazza Castello è stata illuminata con i colori della bandiera – ha scritto in un post su facebook, subito dopo la celebrazione – Chi, ancora oggi, rifiuta di riconoscere le dimensioni di questa tragedia e reclama l’oblio per Norma Cossetto e tante altre vittime dei comunisti titini deve solo vergognarsi. Mi riferisco, in particolare, all’anonima Anpi Lecce, una sigla dietro la quale si nascondono uomini e donne fuori dal tempo e dalla civiltà. L’Anpi Lecce dev’essere chiusa al più presto, perché rappresenta un pericolo per la democrazia”.

L’Anpi di Lecce ha risposto a quanto detto dal sindaco Mellone con un comunicato: “Il sindaco di Nardò, non nuovo ad esternazioni contro la stessa ragion d’essere della nostra associazione, ha colto l’occasione del giorno del ricordo delle foibe per inoltrarsi in una temeraria richiesta di chiusura dell’Anpi di Lecce (e perché no anche di quella regionale e nazionale?)”.

Anpi di Lecce sottolinea che “il motivo sarebbe nel rifiuto della nostra associazione di addomesticarsi alla costruzione retorica dei ‘martiri italiani’ vittime dei partigiani titini in un contesto di guerra civile europea scatenata da Mussolini e da Hitler. Contesti storici, cifre delle vittime, circostanze documentabili, sono materia di nostre iniziative e pubblicazioni, e non di fake news e narrazioni falsificanti”.

“Del resto -prosegue l’Anpi Lecce – la scorsa notte sono apparsi in quel paese dalle nobili tradizioni democratiche, culturali, sindacali, antifasciste, striscioni proditori dei suoi amichetti di CasaPound in pieno centro. Questo sindaco è proprio “andato oltre”, così come si chiama il suo movimento politico ormai sfiorito, dichiarando che vorrebbe difendere la stessa democrazia dall’Anpi, che è un ente morale deputato alla trasmissione della memoria partigiana e di quella lotta di Liberazione dal nazifascismo che consentì la Costituzione democratica e la stessa Repubblica.

I fascisti, come dire, vorrebbero difendere la democrazia, una cosa mai vista in natura e nella storia. Purtroppo di questi paradossi è piena l’offensiva di odio razzista e fascistoide di capi politici ben più noti del sindaco di Nardò. Che dire? Non risponderemo con l’odio ma con la cultura, la conoscenza, i valori di solidarietà, la crescita civile. A partire dalla mobilitazione regionale a Lecce contro la presenza di Salvini per il 19 febbraio”.

Fonte: Agi