Anticorruzione, governo battuto al voto segreto: passa emendamento sul peculato

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 novembre 2018 22:25 | Ultimo aggiornamento: 21 novembre 2018 8:06

Anticorruzione, governo battuto al voto segreto: passa emendamento sul peculato (Foto Ansa)

ROMA – Il governo è stato battuto nell’Aula della Camera sul voto segreto di un emendamento al disegno di legge Anticorruzione. L’emendamento approvato contro il parere del governo è quello sul peculato proposto da Catello Vitiello, ex M5s, e caro alla Lega. I voti a favore sono stati 284 contro i 239 contrari. Il voto ha scatenato il caos alla Camera, tanto che la seduta è stata sospesa mentre i deputati di Forza Italia esultavano al grido di “Onestà, Libertà”. Un deputato della Lega ha parlato di segnale lanciato a M5s, un voto condannato dal leader Matteo Salvini: “Assolutamente sbagliato”.

A chiedere la sospensione della seduta alla Camera è stato il capogruppo M5s Francesco D’Uva. Maria Stalla Gelmini, capogruppo Fi, ha commentato: “E’ un successo contro il giustizialismo manettaro”. Ai leghisti che parlano di un messaggio a M5s, Salvini ha replicato: “Voto in aula assolutamente sbagliato. La posizione della Lega la stabilisce il segretario. Il provvedimento arriverà alla fine come concordato dalla maggioranza”.

L’emendamento al ddl anticorruzione approvato a voto segreto dall’Aula della Camera contro il parere del governo è riferito al primo articolo del testo e riguarda il reato di peculato. Sullo stesso tema la maggioranza si era divisa in commissione: la Lega puntava alla riduzione della portata del reato di peculato, mentre il M5S aveva una posizione contraria.

Il testo è un’aggiunta all’art. 323 del Codice penale e stabilisce che “la pena non può essere inferiore a due anni se il fatto del pubblico ufficiale o dell’incaricato di pubblico servizio consiste nella appropriazione mediante distrazione di somme di denaro o di altra cosa mobile altrui delle quali ha il possesso o comunque l’ autonoma disponibilità per ragione del suo ufficio o servizio, nell’ambito di un procedimento disciplinato da legge o regolamento che appartenga alla sua competenza”. 

Al voto sull’emendamento presentato al ddl anticorruzione dall’ex M5S Catello Vitiello ora nel gruppo Misto-Maie che ha visto la maggioranza battuta, sono risultati assenti 9 deputati della Lega (Basini, Bitonci, Cecchetti, Centemero, Fugatti, Legnaioli, Segnana, Tonelli e Zanotelli) e 9 del M5S (Alaimo, Bologna, Dall’Osso, Ficara, Penna, Perconti, Termini, Varrica, Zolezzi). 

La seduta della Camera è poi ripresa e D’Uva ha dichiarato: “Quello che è accaduto oggi in Aula è un fatto gravissimo. Così non si va avanti. Noi non salviamo i furbetti dalla galera. Chi ha votato Sì a un emendamento che va a favore dei delinquenti si sta assumendo una responsabilità enorme agli occhi dei cittadini”.

Poi un’altra sospensione ed è stata convocata la conferenza dei capigruppo, decisa dal presidente della Camera Roberto Fico dopo che l’opposizione ha protestato per la richiesta avanzata dalla relatrice del ddl anticorruzione Francesca Businarolo di rinviare al 21 novembre il seguito dell’esame del testo visto che il governo era stato battuto su una votazione a scrutinio segreto. L’esame del ddl anticorruzione è stato poi rimandato alle 11 del mattino alla Camera. Emanuele Fiano del Pd ha spiegato: “Hanno bisogno di molte ore per risolvere i loro molti problemi politici”.