Antitrust, dopo 3 mesi ancora senza guida per il ritardo del Csm su aspettativa Rustichelli

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 marzo 2019 15:33 | Ultimo aggiornamento: 23 marzo 2019 18:40
Antitrust, dopo 3 mesi il Csm ancora non dà l'ok al nuovo presidente Rustichelli

Antitrust, dopo 3 mesi il Csm ancora non dà l’ok al nuovo presidente Rustichelli

ROMA – Non si risolve ancora il via libera del Csm alla nomina del magistrato Roberto Rustichelli a presidente dell’Antitrust. Rustichelli infatti, essendo un magistrato deve avere l’ok del Csm per fare il presidente dell’Authority. Ma il Csm, a 3 mesi dalla nomina di Rustichelli, e dopo vari rinvii, ancora non decide. Come mai? 

Il magistrato del Tribunale delle Imprese di Napoli è stato nominato il 20 dicembre scorso dai presidenti di Senato e Camera, Casellati e Fico.

Oramai da tre mesi si aspetta l’ufficializzazione della nomina di Roberto Rustichelli alla guida dell’ Autorità Antitrust, un vuoto di potere mai verificatosi prima. Il problema è tutto nel ritardo con il quale il Consiglio Superiore della Magistratura deve assumere la decisione di concedere o meno a Rustichelli, giudice presso il Tribunale delle Imprese di Napoli, l’aspettativa da magistrato.
 
Qualche organo di stampa ha parlato di una presunta “autorizzazione” che dovrebbe arrivare dal Csm: nella realtà il Consiglio Superiore della Magistratura non ha alcun potere in merito. Rustichelli è stato infatti designato in quel ruolo dai Presidenti di Camera e Senato e il CSM deve solo stabilire se concedere l’aspettativa o costringere il giudice a dimettersi dalla Magistratura prima di insediarsi alla guida dell’Autorità di piazza Verdi.
 
Alcuni consiglieri dell’organismo di autocontrollo di palazzo dei Marescialli ritengono che Rustichelli non avrebbe diritto all’aspettativa, poiché avrebbe superato i dieci anni di collocamento fuori ruolo nei suoi precedenti incarichi. I sostenitori di questa tesi fanno riferimento a quanto prevederebbe in materia la legge Severino , ma fu la stessa guardasigilli Paola Severino a chiarire a suo tempo la questione, affermando che: ”Non risentiranno del limite dei dieci anni per il collocamento fuori ruolo ne’ i magistrati che hanno incarichi presso organi costituzionali, come anche la Presidenza della Repubblica e le Camere, ne’ quelli che lavorano presso le Authority”.