Antonio Esposito: il giudice “che odiava Berlusconi” fu eletto dalle toghe di destra

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 settembre 2013 11:29 | Ultimo aggiornamento: 6 settembre 2013 22:17
Antonio Esposito, il giudice "che odiava Berlusconi" fu eletto dalle toghe di destra

Una prima pagina del Giornale contro Esposito

ROMA – Contro il giudice Antonio Esposito, presidente di sezione della Corte di Cassazione che ha confermato la condanna a Silvio Berlusconi nel processo Mediaset, il Consiglio superiore della Magistratura ha aperto un’istruttoria per vedere se è il caso o meno di procedere al trasferimento d’ufficio, dopo l’intervista rilasciata il 6 agosto al Mattino di Napoli, nella quale il giudice anticipò quello che il collegio avrebbe scritto nelle motivazioni della sentenza. Il Procuratore generale della Cassazione ha già aperto un fascicolo su Esposito ed è probabile che a carico del magistrato campano ci sarà un’azione disciplinare.

Tutta acqua al mulino del centrodestra, che dal giorno della sentenza ha indicato Esposito come nemico pubblico, con i quotidiani Il Giornale e Libero che hanno scavato nella vita privata del giudice tirando fuori veri o presunti retroscena imbarazzanti. “Mi viene la pelle d’oca al pensiero di chi sia questo signore”, disse indignata la pitonessa pdl Daniela Santanchè. Un complotto delle toghe rosse con Esposito in prima fila a marciare unito con i giudici “compagni”?

Peccato che, fa osservare Giovanni Bianconi sul Corriere della Sera, Esposito era ed è considerato un magistrato di area centrodestra e che nel 2009 fu eletto presidente di sezione della Cassazione su proposta e con i voti di giudici “di destra”:

“Il che sembra un paradosso, a rileggere il verbale della seduta in cui il Csm, il 17 dicembre 2009, votò la nomina di Antonio Esposito a presidente di sezione della Cassazione; lo scranno da cui ha pronunciato la sentenza contro l’ex presidente del Consiglio. La proposta fu avanzata da Cosimo Ferri, all’epoca leader della corrente più a destra dell’Anm, Magistratura indipendente, e oggi sottosegretario alla Giustizia in quota Pdl. Tra gli altri candidati, la «sinistra giudiziaria» rappresentata da Magistratura democratica e dal Movimento per la giustizia aveva scelto, in alternativa a Esposito, il giudice Raffaele Foglia.

Nella sua relazione Ferri esaltò «le elevate attitudini e gli ottimi risultati professionali» di Esposito, «magistrato molto preparato e professionalmente scrupoloso, avendo sempre dimostrato profonda preparazione giuridica, costante attaccamento al lavoro, serietà e laboriosità, spiccate capacità dirigenziali negli uffici da lui diretti». Oltre alla «approfondita cultura giuridica» Ferri sottolineò la «piena capacità e autorevolezza, saggezza e garbo» dimostrate dal magistrato nell’organizzazione del lavoro.

Il relatore di minoranza illustrò le qualità di Foglia, candidato alternativo, che però non raccolse che i sette voti di Md e del Movimento, mentre per Esposito si espressero Mi, i «moderati» di Unicost e tutti i laici votati dal Parlamento (tranne un astenuto), compresi quelli del centrodestra.

Forse ricordando quell’esito, alla vigilia del processo in Cassazione, quando l’avvocato Franco Coppi suggerì a Berlusconi e agli altri difensori di ricusare il presidente Esposito (approfittando della riferita frequentazione del figlio del giudice, pubblico ministero a Milano, con Nicole Minetti, a sua volta in stretti rapporti con l’ex premier), gli fu risposto che non era il caso. Meglio tenersi lui che rischiare di ritrovarsi con un altro giudice, magari «di sinistra». La ricusazione non ci fu, ed è andata com’è andata. Col centrodestra che ora protesta contro Esposito”.