App Immuni, Salvini: “Ha soci cinesi, non la scarico”

di redazione Blitz
Pubblicato il 2 Giugno 2020 0:19 | Ultimo aggiornamento: 2 Giugno 2020 0:19
App Immuni, Salvini: "Ha soci cinesi, non la scarico"

App Immuni, Salvini: “Ha soci cinesi, non la scarico” (Foto Ansa)

ROMA  – ​ Niente app Immuni per Matteo Salvini. “No, fino a che non ho certezza che i dati degli italiani, quelli economici, sanitari e fiscali non sono in mani sicure non la scarico”, ha detto il leader della Lega a Quarta Repubblica rispondendo alla domanda se avesse già scaricato l’applicazione.

“Prima di mettere in mano il mio telefonino a qualcuno che non è certificato e che ha dei soci cinesi ci penso diciotto volte”, ha argomentato Salvini riferendosi al fatto che Bending Spoons, la società milanese che ha sviluppato l’app, ha nella propria compagine societaria una quota di un investitore di Hong Kong.

Il motivo, ha spiegato il leader della Lega è che “la Cina non è una democrazia”. “Anzi”, ha continuato “se qualcuno deve spiegare qualcosa nel mondo è proprio a Pechino. Perché non hanno detto quello che stava accadendo e ora magari, coi soldi che hanno in tasca, pensano di venire a fare shopping in Italia. Quindi non solo non gli do i dati del mio telefonino ma vorrei tenerli lontani dalle aziende italiane”, ha concluso. 

App Immuni, via libera dal Garante della Privacy

Dopo settimane di dibattito e ritardi, via libera al test sull’app Immuni, che ha ricevuto l’ok dal Garante per la Privacy.

La app sarà sperimentata in Puglia, Abruzzo, Marche e Liguria dall’8 giugno ed è scaricabile sui negozi digitali di Apple e Google.

Ci vorrà poi qualche altro giorno affinché l’applicazione potrà essere operativa per tutti a livello nazionale.

Tutte le informazioni utili sul funzionamento del sistema sono disponibili sul sito immuni.italia.it.

“Sulla base della valutazione d’impatto trasmessa dal ministero della Salute – spiega il Garante – il trattamento di dati personali nell’ambito del Sistema può essere considerato proporzionato”.

Tuttavia, l’Autorità indica “una serie di misure volte a rafforzare la sicurezza dei dati delle persone che scaricheranno la app, che potranno essere adottate nell’ambito della sperimentazione”. (Fonti: Ansa, Agi)