Approvato il legittimo impedimento. Premier libero di decidere quando andare in tribunale

Pubblicato il 10 Marzo 2010 19:37 | Ultimo aggiornamento: 10 Marzo 2010 19:54

Il legittimo impedimento è legge. Il Senato ha votato la fiducia al provvedimento con 160 voti favorevoli e ora i due articoli del disegno di legge entreranno in vigore. Si tratta di norme “provvisorie”, che resteranno efficaci per soli diciotto mesi. Un tempo utile, secondo quanto sostiene la maggioranza, per elaborare una legge costituzionale che riproponga, in sostanza, un nuovo “Lodo Alfano”, bocciato in autunno dalla Corte costituzionale.

Il testo permetterà al presidente del Consiglio e ai ministri, imputati in un processo penale, di chiedere il rinvio delle udienze a causa di un concomitante impegno legato alle proprie funzioni. Nessuna precisazione ulteriore, solo un generico rinvio a “qualsiasi attività di governo”. In questo modo, premier e ministri potranno richiedere legittimamente che i giudici spostino la data delle udienze previste. Ai magistrati non sarà riservato alcun potere discrezionale: se esiste causa di legittimo impedimento e il membro dell’esecutivo intende avvalersene, si può solo rinviare il processo.

Data la genericità del provvedimento, che potrebbe portare gli uomini di governo a usare il legittimo impedimento per sottrarsi definitivamente ai procedimenti che li riguardano, la Camera, in prima lettura, ha approvato un ordine del giorno con un elenco di manifestazioni o eventi che non costituirebbero assenza giustificata davanti a una Corte: la festa del Santissimo Crocifisso di Monreale, la fiera primaverile degli uccelli a Sacile, la sagra dello spiedino a Castello d’Agogna e la disfida del soffritto di maiale a Flumeri. In più, non dovrà essere consentito assentarsi dalle udienze neanche per partecipare alla presentazione di libri, a conferenze stampa o a convegni e meeting politici, come feste provinciali, scuole di formazione e inaugurazioni di nuove sedi di partito.

Perentorio il giudizio dell’opposizione. Per il vicepresidente dei senatori del Pd Luigi Zanda «il governo Berlusconi sta spappolando, sta sgretolando il nostro Stato e siamo andati molto al di la dello scandalo endemico del suo conflitto d’interessi e molto al di là della nostra sicurezza che deriva dai suoi eccessi personali».