Articolo 18, Renzi: “Reintegro crea serie B”. Della Valle: “Che ne sa, non ha mai lavorato”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 settembre 2014 20:24 | Ultimo aggiornamento: 26 settembre 2014 21:02
Articolo 18, Matteo Renzi: "Reintegro crea lavoratori di serie A e di serie B"

Matteo Renzi incontra Sergio Marchionne (Foto Afp)

AUBURN HILLS (MICHIGAN) – “Il reintegro crea lavoratori si serie A e di serie B“. Il premier Matteo Renzi, visitando la sede Chrysler ad Auburn Hills (Michigan), accolto da Sergio Marchionne, ha commentato così il nodo lavoro, con il Pd che rischia di spaccarsi sull’articolo 18. Renzi però ci tiene a sottolineare che “il Pd non si disunirà a causa del lavoro”.

E dall’Italia, ospite di Otto e mezzo su La7, Diego Della Valle commenta: “E’ l’incontro fra due grandissimi sòla”. Termine romanesco che sta per “chiacchieroni”, o meglio, come spiega lo stesso patron di Tods: “Persone che non mantengono ciò che promettono. E mi dispiace per Matteo – aggiunge- dell’altro ho già parlato in diverse occasioni”.

“Renzi ha fatto tilt – continua Della Valle – è in stato confusionale, pensa di poter dire qualunque stupidaggine e contraddirla il giorno dopo. Dice che combatte i poteri forti ma oggi era a casa di un potere forte. Renzi non ha mai lavorato e quindi non può parlare di lavoro“.

Il reintegro ”se è una scelta politica, che rispetto, mi domando: è la scelta migliore per il sistema italiano? E’ una scelta che assicura la riduzione della disoccupazione? E’ una scelta che garantisce i diritti? Perché qualcuno ha diritti di serie A se sta in un’azienda di 15 dipendenti e di Serie B se i dipendenti sono 14”, ha spiegato Renzi.

Renzi ha poi scherzato sul parallelo tra lui e l’ad della Fiat Marchionne: “Quello che mi accomuna con lui? Spero il finale”, ha detto il premier sottolineando che Marchionne ha preso due “aziende bollite”. “Come ce l’hanno fatta i 15.000 dipendenti Chrysler in questo edificio, l’obiettivo è poter dire che così ce la faremo anche in Italia”, ha poi aggiunto.

“A quelli che dicono che la Fiat perde la sua italianità, io dico che sono interessato a che diventi internazionale ma mi interessa che gli ingegneri italiani abbiano più possibilità e che gli stabilimenti facciano più innovazione”, ha aggiunto Renzi, ricordando poi che lo Stato italiano “non dà soldi alla Fiat” e, per tutte le aziende, “deve eliminare gli ostacoli per investire e creare posti di lavoro”.

Marchionne invece dopo aver confermato il suo pieno appoggio alle riforme del governo Renzi, ha spiegato che il 13 ottobre Fiat e Chrysler sbarcheranno a Wall Street.