Articolo 18, accordo con la Camusso? Monti smentisce Repubblica, ovvio

Pubblicato il 12 Febbraio 2012 9:10 | Ultimo aggiornamento: 16 Febbraio 2012 8:44

Mario Monti (Foto Lapresse)

ROMA – Intesa quasi raggiunta sull’articolo 18. Quasi. E subito smentita, come peraltro doveroso, visto che da parte di Mario Monti, che il pre accordo lo avrebbe chiuso in un testa a testa con la segretaria della Cgil Susanna Camusso, si sarebbe trattato di un colossale incidente diplomatico, capace di provocare le dimissioni del ministro del Lavoro Elsa Fornero e di fare rovesciare il tavolo da parte di Cisl e Uil.

Nel gioco di specchi della politica, non solo italiana, l”incontro può esserci stato o no. Dato il processo di autocelebrazione e autoesaltazione che sembra avere travolto Monti, è più verosimile il si del no. Claudio Tito, autore dello scoop di Repubblica, è un giornalista serio e mai avventato. Chi gli ha dato la notizia? Essendo cronista politico, frequentatore stagionato del doppio piazzale Montecitorio – Colonna, la sua fonte non può che essere politica: chi gli ha passato la dritta, sapeva che facendo trapelare l’indiscrezione avrebbe fatto saltare l’accordo.

La catena dei fatti. Domenica mattina il quotidiano Repubblica ha dato la notizia di un incontro segreto per sbloccare la trattativa e dare uno sbocco alla riforma del mercato del lavoro. Dopo quasi tre mesi dal suo insediamento a Palazzo Chigi, Mario Monti ha deciso di parlare faccia faccia con il segretario della Cgil, Susanna Camusso. Ottenendo un primo compromesso sulle misure che l’esecutivo varerà entro marzo. In realtà però tale incontro non c’è stato, almeno stando alla nota diffusa da Palazzo Chigi:

”In relazione all’articolo pubblicato oggi da Repubblica, Palazzo Chigi e la Cgil rendono noto che nei giorni scorsi non vi e’ stato nessun incontro ne’ colloquio tra il Presidente del Consiglio Mario Monti e il Segretario generale della Cgil Susanna Camusso. Peraltro, se tale incontro fosse avvenuto, non sarebbe stato il primo faccia a faccia. Susanna Camusso e Mario Monti si erano infatti incontrati nel novembre scorso al momento della formazione del nuovo Governo”.

Il premier in effetti sta studiando una soluzione che consenta al governo di presentare all’Unione europea e ai mercati una “moderna” riforma del lavoro. E ai sindacati tutti, compresa la Cgil, di non dover salire sulle barricate. Una mediazione che salvaguardi la sostanza dell’articolo 18  e al tempo stesso le esigenze del mondo occupazionale che rischia di diventare sempre più asfittico se non interviene proprio su quella stessa norma.

Come scrive Repubblica, Palazzo Chigi considera l’intervento sull’articolo 18  –  non la sua cancellazione  –  un passo decisivo per adeguare l’Italia alle nuove esigenze della globalizzazione e renderla competitiva in una fase critica per la nostra economia. In questo scambio di opinioni allora uno dei punti valutati ha riguardato la “sospensione temporanea” dell’articolo 18 per alcune categorie di lavoratori. Una soluzione che anche la Camusso ha accettato di soppesare. L’idea è quella di prevedere per chi ha una lunga esperienza di precariato la possibilità di passare alla “stabilità” accettando una prima fase in cui per tre o quattro anni non è vietato interrompere il rapporto. Un modo per far uscire molti giovani dalla transitorietà lavorativa. Magari associando una convenienza fiscale e previdenziale al datore che “stabilizza” il dipendente.

Parole che hanno scatenato l’ira della Cgil: “L’incontro segreto è una grave invenzione. Le nostre posizioni sull’art.18 sono note e stranote. Qualcuno vuol far saltare il confronto?” si chiede il sindacato sul social network: ”Chi vuole forzare la mano? Noi non subiremo pressioni improprie”. La Cgil, si legge ancora ”non dirà sì a tutti i provvedimenti a prescindere dalle proprie idee”.