Arturo Scotto, ex parlamentare Leu aggredito a Venezia: “Inneggiavano al Duce. Preso a pugni”

di redazione Blitz
Pubblicato il 1 Gennaio 2020 14:56 | Ultimo aggiornamento: 1 Gennaio 2020 19:36
arturo scotto ex parlamentare

Arturo Scotto (Ansa)

VENEZIA- L’ex deputato di Articolo Uno Arturo Scotto è stato aggredito la sera di Capodanno da alcuni neofascisti. E’ accaduto a Venezia, a Piazza san Marco, durante i festeggiamenti di fine anno. Scotto, la mattina di oggi, mercoledì 1 gennaio, ha presentato una denunci ai Carabinieri.

A raccontare la vicenda, sulla propria pagina Facebook, è stata la moglie del politico, Elsa Bertholet: “Un gruppo dietro di me – scrive – canta ‘Anna Frank sei finita nel forno’, mi giro: ‘Ragazzi basta!’, si mettono a urlare: ‘Duce, Duce’ con mano alzata, si gira mio marito che prima non le aveva sentito cantare … e boum si prende botte in faccia da vari lati, poi si mette di mezzo un ragazzo per aiutarci e lo picchiano pure lui, visibilmente abituati al fatto, poi fuggono come dei vigliacchi che sono. La polizia municipale: ‘Avete ragione, picchiare è brutto, fate denuncia domani'”

L’Ansa scrive che sono in corso accertamenti da parte della Polizia locale e delle forze dell’ordine che la sera di ieri presidiavano la piazza.

Arturo Scotto aggredito a Venezia: “Urlavano duce, duce”

“Urlavano ‘Duce Duce’. Io ho detto loro di smetterla e sono passati dalle parole ai fatti, uno, due tre cazzotti in faccia, sangue dal naso. Poi sono scappati, col volto coperto”. Questa la ricostruzione da parte di Arturo Scotto. L’ex deputato Leu si trovava a piazza San Marco a Venezia con moglie e figlio: “Un gruppetto di ragazzi – circa 8 – urlavano ‘duce tu scendi dalle stelle’ e ‘Anna Frank l’abbiamo messa nel forno’ immediatamente dietro di me, attorno alla mezzanotte. Mi sono girato verso di loro e ho detto di smetterla, ero spaventato per mia moglie e mio figlio quattordicenne. Hanno rincarato la dose urlando ‘duce duce’. Ho ripetuto che era inaccettabile che in un giorno di festa dicessero quelle castronerie. Sono passati dalle parole ai fatti. Uno, due, tre cazzotti in faccia”.

Scotto racconta ancora: “Sangue dal naso ma per fortuna nessuna frattura. Un ragazzo di venti anni è intervenuto per sedare la rissa: pestato di brutto. Non so come si chiama, ma lo ringrazio per il coraggio e il disinteresse. Gli aggressori si sono coperti il volto e poi si sono dileguati. Come dei vigliacchi. Stamattina mi sono tolto un peso e ho sporto denuncia all’Arma dei Carabinieri. Le forze dell’ordine e la magistratura si stanno adoperando per identificarli: piazza San Marco è una dei luoghi più controllati del mondo. Li ringrazio davvero per il lavoro straordinario di queste ore. Bisogna smetterla di pensare che sono ragazzate. Sono piccoli squadristi che si fanno forza nella logica del branco. Una cosa di cui preoccuparsi seriamente. Il fascismo è nato così, esattamente all’alba degli anni venti del secolo scorso. Voglio ringraziare i tanti e le tante che mi hanno chiamato per la solidarietà e per condannare questi fatti. Siamo di più di quelli che vogliono portare l’Italia indietro. E soprattutto Venezia che sta faticosamente rialzandosi in piedi dopo i fatti drammatici di più di un mese fa. Una città magnifica e accogliente. Che non sarà mai sporcata da quattro fascistelli che agiscono impuniti e nell’anonimato. Non passeranno mai”.

Fonte: Ansa