Assemini, consigliere M5s accusano sindaco Mario Puddu. Beppe Grillo le sospende

di redazione Blitz
Pubblicato il 15 Maggio 2015 20:12 | Ultimo aggiornamento: 15 Maggio 2015 20:12
Assemini, consigliere M5s accusano sindaco Mario Puddu. Beppe Grillo le sospende

Mario Puddu

CAGLIARI – Hanno presentato un esporto in procura contro il sindaco e la sua giunta, accusandoli di scarsa trasparenza e conflitto di interessi. Per questo tre consigliere del Movimento 5 Stelle sono state sospese. Succede ad Assemini, in provincia di Cagliari, unico Comune Cinque Stelle di tutta la Sardegna. Le tre consigliere si chiamano Irene Piras, Stefania Frau e Rita Piano: lo staff di Beppe Grillo le ha sospese e invitate a rispondere sulla presunta diffamazione del sindaco Mario Puddu, entro 10 giorni.

Il caso risale a qualche mese fa: l’11 marzo in consiglio comunale lo strappo. Piras, Frau e Piano hanno preso la parola per attaccare duramente il sindaco, accusandolo di scarsa trasparenza e partecipazione e di aver affidato troppe decisioni ad uno staff di collaboratori esterno al Comune. Fanno il nome di Francesco Murtas, avvocato con un passato nel Pd, che a loro avviso avrebbe voce in capitolo su ogni decisione dell’amministrazione pur non facendone parte.

Segue segnalazione all’Anac, l’Autorità nazionale anti corruzione, e poi alla Procura di Cagliari. Ne parla la Nuova Sardegna, che riporta ampi stralci dell’esposto,

“La sua presenza (di Murtas, ndr) all’interno degli uffici del palazzo comunale era ed è tuttora costante, onnipresente e particolarmente invadente e ogni decisione politico-amministrativa di un certo rilievo avviene sotto il suo controllo o quantomeno deve avere il suo benestare. Per svolgere tale funzione Murtas visiona, analizza e accede liberamente a documentazione strettamente amministrativa, atti di gestione e quant’altro possa essere rilevante per i suoi interessi. Solo successivamente le esponenti si rendevano conto che l’aiuto reso dall’avvocato Murtas fosse tutt’altro che disinteressato.

Ma quello di Murtas non è il solo nome contenuto nell’esposto. Scrive la Nuova Sardegna:

“Murtas interviene sulla pianta organica del Comune e la moglie, Stefania Picciau, acquisisce d’incanto una posizione di responsabilità con un forte aumento della retribuzione, il tutto senza passare per le procedure di valutazione stabilite dalla legge. Cresce anche il potere di Jessica Mostallino, vicesindaco cui viene assegnata anche l’inedita delega assessoriale al contenzioso. Grazie a quella la Mostallino, praticante legale e secondo l’esposto “notoriamente collaboratrice nello studio di Murtas” si occupa delle controversie in cui l’avvocato è controparte dell’amministrazione e fa pressioni – così scrivono le tre consigliere – perché a Murtas vengano liquidate parcelle arretrate per 100mila euro.

Ecco allora spiegato, secondo le tre consigliere, il conflitto di interessi:

“Si verifica la situazione paradossale e di grave conflitto di interessi in cui l’avvocato Murtas è al contempo consulente per il Comune del quale si vorrebbe – con il benestare del sindaco – tutelare gli interessi e, dall’altro lato, è lui stesso artefice di contenziosi contro l’amministrazione, occupandosi, attraverso la propria “collega di studio” assessore Mostallino, della valutazione sulla resistenza in giudizio e sulla scelta degli avvocati che devono patrocinare l’ente”.

Ma dal Comitato nazionale dei Cinque stelle a dover dare spiegazioni sono le tre consigliere e non il sindaco finito in un fascicolo della Procura di Cagliari.