Quattro milioni di voti in meno? La sinistra spera, la destra trema

Pubblicato il 29 Marzo 2010 14:58 | Ultimo aggiornamento: 29 Marzo 2010 15:02

Mancano pochi minuti all’inizio del conteggio delle schede, partiti e candidati sono molto più in ansia del solito, anzi qualcuno spera più del solito e qualcuno trema più del previsto e del prevedibile. Non sanno, nessuno sa su chi si abbatterà quel dieci per cento in più di astensione che si profila, dieci per cento in più rispetto alle Regionali del 2005. A chi mancheranno la più parte di quei quattro milioni di voti non espressi? Di che “razza” politica sono in maggioranza gli elettori mancati? Insomma, sono ancora in prevalenza i “delusi” dalla sinistra e quelli che della sinistra “disperano” o sono soprattutto una nuova “specie” elettorale: i “delusi”, forse perfino gli “stanchi” di Berlusconi?

Nessuno lo sa ma gli umori dei partiti e dei candidati sono diversi. Anche se non lo dicono apertamente, a sinistra calcolano che questa nuova ondata di astensionismo finirà per favorirli. Nel Lazio soprattutto e forse anche in Piemonte, due delle Regioni chiave per capire e pesare il risultato finale. Insomma a sinistra l’astensionismo appare come un aiuto, sia pure improprio.

A destra invece c’è nervosismo, già quasi rammarico. Gli appelli alla partecipazione al voto fatti più volte direttamente dal premier non sembrano aver funzionato. Berlusconi ha cercato ancora una volta un referendum su se stesso e la prima mezza, incerta risposta è che milioni di elettori si sono sottratti alla risposta. Giusto o sbagliato che sia, a destra leggono l’astensionismo come un cattivo presagio.

Sentimenti, sensazioni che potranno essere confermati o smentiti. Certo è che, prima di aprire la prima scheda, a destra si nutre qualche paura in più, a sinistra qualche speranza in più.