Fontana: “Se eletto caccio i 100mila clandestini in Lombardia”. Maroni allora se li teneva?

di Lucio Fero
Pubblicato il 22 gennaio 2018 14:41 | Ultimo aggiornamento: 22 gennaio 2018 14:41
attilio-fontana

Attilio Fontana in una foto Ansa

ROMA – Fontana Attilio, bisognerebbe averne di Fontana Attilio. E bisognerebbe anche farne buon uso dei Fontana Attilio. Dicono infatti agli elettori la verità, anche non volendo, s’intende. Anzi la verità agli elettori i Fontana Attilio la dicono soprattutto non volendo. Fontana Attilio leghista candidato a succedere alla guida della Regione Lombardia a Roberto Maroni leghista ha detto agli elettori lombardi che sugli immigrati da espellere in tanti, e la Lega di Salvini per prima, raccontano balle.

E come ha fatto Attilio Fontana a dirlo? Come fanno ormai quasi tutti i politici e quasi tutti (purtroppo) gli elettori e cittadini: aprendo bocca e dando fiato al primo rumore e umore mentale che passa, il più facile a dirsi possibilmente. Ecco infatti Fontana che assicura e promette: “Se sarò eletto alla presidenza della Regione Lombardia allora farò espellere i 100 mila clandestini che ci sono in Lombardia”. Attilio Fontana promette e giura che con lui si cambia musica, con lui finalmente si cacciano i clandestini, con lui è tutt’altro governo, con lui presidente si fa quel che non si è fatto prima.

E già, per cacciare 100 mila clandestini è indispensabile che i 100 mila ci siano. E se ci sono 100 mila immigrati clandestini in Lombardia (ne fa fede Fontana) vuol dire che qualcuno se li è tenuti, non li ha voluti né saputo espellere. Qualcuno che per debolezza o complicità o incapacità…

Purtroppo per Fontana quel qualcuno è il governo Lega-Forza Italia più altra destra-centro che da sempre governa la Lombardia. Governo Lega-Forza Italia a guida oltre tutto leghista: Roberto Maroni il leghista presidente.

Dunque, inevitabilmente, se il leghista Fontana dice che lui eletto caccerà 100 mila clandestini, dice anche che il leghista Maroni se li è tenuti in casa. E allora, visto che Maroni e Lega-Forza Italia governanti in Lombardia da sempre non sono certo Ong pro migranti, non pensano certo alla Boldrini, Attilio Fontana senza saperlo e volerlo dice all’elettore due verità a proposito dei migranti in Lombardia.

La prima: che forse, anzi probabilmente, 100 mila clandestini in Lombardia è una balla, non ci stanno, non sono così tanti. Fossero stati così tanti Maroni e la Lega e la giunta lombarda avrebbero fatto qualcosa per ridurli.

Seconda verità: espellere clandestini è roba che tra il dire e il fare…Espellere clandestini non è un comizio o una sceneggiata. Ci vogliono sentenze, soldi, uomini per espellere clandestini. E ci vogliono paesi che se li riprendono e quindi accordi con quei paesi perché mica glieli puoi buttare giù dagli aeroplani. Espellere clandestini è una cosa seria e difficile. Prova ne sia che un governo leghista della Regione da anni e anni e anni più di tanto non è riuscito a fare.

Dunque Attilio Fontana ha detto all’elettore che buona parte della propaganda leghista sui migranti è teatro e sceneggiata, recita intorno a un problema vero, grave e serio. Ma per poter far buon uso degli Attilio Fontana che a loro insaputa dicono la verità ci vorrebbero orecchie d’elettore disposte a saperla la verità. Non sembra abbondino.

Ancora, un’altra verità la dice Attilio Fontana, dice che la sua uscita sulla “razza bianca” da difendere gli ha portato “fama e consenso”, che “la gente mi ferma per congratularsi e dire vai avanti”. Dice quindi Attilio Fontana  che quella del “lapsus” è una scusa, che lui sa quel che dice e soprattutto quel che pensa una parte del suo elettorato. Dice Fontana e dice la sua verità: una parte non piccola degli italiani è sentitamente, genuinamente, convintamente, entusiasticamente razzista (tanto è vero che dici razza e prendi voti). E solo un barbogio e ipocrita politicamente corretto impone (ancora per poco) di non chiamare le cose con il loro vero nome.