Augusto Minzolini: “Giuseppe Conte chiama Casalino… Roccobello”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Novembre 2020 15:31 | Ultimo aggiornamento: 20 Novembre 2020 15:31
Augusto Minzolini: "Giuseppe Conte chiama Casalino... Roccobello"

Augusto Minzolini: “Giuseppe Conte chiama Casalino… Roccobello” (foto Ansa)

Dalle pagine del Giornale Augusto Minzolini ironizza sul premier e il suo portavoce: “Giuseppe Conte chiama Casalino… Roccobello”.

Parlando di Marco Travaglio, Augusto Minzolini dalle pagine del Giornale definisce il giornalista “badante di Giuseppe Conte”. Anzi, “uno dei due badanti”.

Perché l’altro sarebbe Rocco Casalino. La curiosità sta poi nel soprannome con cui, secondo Augusto Minzolini, il premier chiamerebbe il suo portavoce: “Roccobello, così dicono lo chiami il premier, Casalino”.

Coronavirus, Conte: “A Natale niente feste anche se contagio cala”

“Dobbiamo predisporci a un Natale più sobrio rispetto al passato”. Lo dice il premier Giuseppe Conte parlando, all’assemblea dell’Anci, delle festività ormai alle porte e dei rischi legati al Coronavirus.

“C’è molta attenzione verso le festività natalizie, forse le più sentite dagli italiani e non solo. Il governo non ha la palla di vetro, sta rilevando che ci sono alcuni segnali positivi per quanto riguarda l’andamento della curva epidemiologica della pandemia da coronavirus.

Si evidenziano i primi effetti positivi delle misure, ma nemmeno gli scienziati si avventurano a dire quale sarà l’andamento della curva a Natale.

Dobbiamo arrivare in prossimità e capire come dosare gli interventi. Ci stiamo preparando a vari scenari, ma non possiamo prevedere quale sarà la situazione epidemiologica in prossimità delle festività.

Se la domanda è ‘A Natale cosa facciamo?’, dobbiamo predisporci a passare Natale in modo più sobrio rispetto agli anni scorsi e speriamo al prossimo”.

“Veglioni, festeggiamenti, baci, abbracci: questo non è possibile – spiega il presidente del Consiglio -.

Occorre buon senso. Una settimana di socialità scatenata significherebbe pagare a gennaio con un innalzamento brusco della curva, in termini di decessi, stress sulle terapie intensive: non ce lo possiamo permettere, sarebbe folle.

Dobbiamo predisporci ad un Natale più sobrio, ci auguriamo comunque che l’economia possa svilupparsi, che si possano fare acquisti e scambiare doni. Ma non sono pensabili baci, abbracci, festeggiamenti, festoni, festini, indipendentemente dalla curva epidemiologica”. (Fonti: Il Giornale, Adnkronos)