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Aziende partecipate, i buchi dei Comuni: trasporti, acqua, rifiuti, Casinò, lidi

Aziende partecipate, i buchi dei Comuni: trasporti, acqua, rifiuti, Casinò, lidi

Aziende partecipate, i buchi dei Comuni: trasporti, acqua, rifiuti, Casinò, lidi (Sole 24 Ore)

ROMA – Se le aziende partecipate delle Regioni hanno bilanci in rosso, stessa situazione è quella delle aziende partecipate dei Comuni. I numeri, elaborati da Bureau Van Dijk – banca dati Aida Pa – per il Sole 24 Ore, mostrano esiti differenti da città a città e da settore a settore.

Non è detto, anche se spesso è così, che la gestione del trasporto pubblico si riveli una zavorra per i bilanci dei sindaci. Scrive Gianni Trovati sul Sole 24 Ore:

“Il progressivo spostamento degli oneri dalla fiscalità generale ai contribuenti avvenuto in tanti settori della finanza locale non ha funzionato. A parte il record dell’Atac di Roma, che paradossalmente registra un super-deficit da 156 milioni nel 2012 ma migliora rispetto al recente passato, da Genova ad Ancona, da Catanzaro a Palermo le aziende di trasporto pubblico locale sono accompagnate dal segno “meno”.

Anche qui, però, le eccezioni non mancano, come mostra il caso della Ctm di Cagliari e soprattutto quello della fiorentina Ataf, che con i 4,8 milioni di utile nel 2012 fa un balzo in avanti e migliora i risultati medi, sempre positivi, degli ultimi tre anni”.

L’altro grande problema (affrontato con risultati diversi a secondo della città) è la gestione dei rifiuti:

“L’igiene urbana, cioè la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, si rivelano per esempio un ottimo terreno di gioco a Firenze, dove la Quadrifoglio, che lavora anche per una serie di Comuni intorno al capoluogo toscano, ha chiuso il 2012 con un utile di 5,4 milioni e ha così migliorato un risultato medio del triennio che comunque lasciava in cassa mediamente 3,2 milioni all’anno. Basta spostarsi ad Ancona, però, per vedere che i rifiuti possono anche produrre perdite, perché lì l’utile manca dal 2010 (ma la società vanta oltre tre milioni di crediti dal Comune), e se si arriva a Palermo le difficoltà si trasformano in problemi quasi insormontabili. L’azienda dei rifiuti, l’Amia, è fallita (e per questo manca dalla rassegna in tabella), il suo posto è stato preso dalla Rap, che sta muovendo i primi passi fra mille inciampi: una decina di giorni fa è scoppiato un nuovo caso-assenteismo, con 30 dipendenti pescati ad allontanarsi subito dopo aver timbrato, che ha rimesso in discussione l’organizzazione della società e ha fatto infuriare il sindaco Leoluca Orlando, dopo che le feste erano state funestate dai rifiuti in strada in tante zone della città.

Idem per l’acqua:

“Un discorso simile può riguardare anche il servizio idrico, che a Torino porta la Smat a un super-utile da oltre 23 milioni, abituale guardando ai risultati medi 2010-2012, mentre a Perugia colora di rosso i bilanci”.

Non c’è una regola:

“I problemi dei conti, insomma, spesso nascono più dalle esperienze concrete di gestione che dal ramo di attività: a Napoli si aprono buchi anche alla Mostra d’Oltremare (-5,3 milioni nel 2012), alle Terme di Agnano (-2,9 milioni), e pure l’Istituto di studi per la gestione d’impresa (73% del Comune) non sembra dare i risultati sperati, visto che ha perso 462mila euro nel 2012 dopo i 354mila lasciati sul terreno l’anno prima.

Il Comune di Genova fa anche il bagnino, ma senza successo, perché i Bagni Marina Genovese hanno perso 109mila euro nel 2012 (e 321mila nel triennio), quello di Venezia è anche biscazziere, e prova a recuperare i buchi da 14 milioni l’anno aperti dal Casinò, mentre Cagliari si è data all’ippica (e ha perso 213mila euro nel 2012)”.

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