Azzollini, Pd fa dietrofront: “Su richiesta d’arresto votate secondo coscienza”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 luglio 2015 21:28 | Ultimo aggiornamento: 28 luglio 2015 21:37
Azzollini, Pd fa dietrofront: "Su richiesta d'arresto votate secondo coscienza"

Antonio Azzollini (Foto Ansa)

ROMA – Il caso Antonio Azzollini arriva in Senato: l’Aula di Palazzo Madama mercoledì 29 luglio dovrà fare i conti con il la richiesta di arresto nei confronti del senatore di Ncd, per il quale la Procura di Trani ha chiesto gli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta sul crac della casa di cura Divina Provvidenza.

La Giunta per le Immunità di Palazzo Madama propone di dire sì alla richiesta dei magistrati pugliesi, ma è quasi certo che i senatori nel segreto dell’urna lo “salveranno”. Anche perché a diversi gruppi, a cominciare da quello del Pd, è stata lasciata libertà di coscienza, come si legge nell’email inviata ai senatori Dem dal capogruppo Luigi Zanda che invita i suoi “votare secondo il proprio convincimento”.

“Tira una strana aria”, si commenta nell’opposizione, perché quasi tutti i parlamentari di quasi tutte le forze politiche interrogati sul punto confessano di non voler votare contro l’ex presidente della commissione Bilancio del Senato, non solo per “simpatia” nei confronti dell’uomo politico, ma anche perché sta diventando palpabile una certa “insofferenza” verso una magistratura “che si sta mostrando sempre più invadente”.

“Leggendo con attenzione le carte – spiegano esponenti del Pd – ci si rende conto che contro di lui non hanno quasi nulla. Se non altro nulla che possa motivarne l’arresto”. Quindi, è il giudizio “trasversale” che si ascolta interpellando diversi senatori, “è molto probabile che ce la farà a salvarsi…”.

La seduta di mercoledì si aprirà alle 9:30 e il presidente della Giunta per le Immunità che è stato anche relatore del caso, Dario Stefàno (Sel), illustrerà la sua proposta approvata in Giunta lo scorso 8 luglio. Poi, se almeno 20 senatori lo chiederanno, ci sarà il voto segreto. E nell’anonimato dell’urna potrebbe succedere di tutto.

Azzollini, già coinvolto nell’inchiesta sulla maxi-truffa per il porto di Molfetta, è accusato, tra l’altro, di bancarotta fraudolenta, associazione a delinquere, induzione indebita. Nel Pd non si nasconde la preoccupazione per le dimensioni che potrebbe assumere il “salvataggio”. Se buona parte del gruppo Dem voterà contro la proposta della Giunta, infatti, potrebbe aprirsi un problema d’immagine per il segretario Renzi. Anche perché a breve, forse già mercoledì, la Giunta dovrà pronunciarsi su un altro senatore di Ncd Giovanni Bilardi, coinvolto nelle spese pazze della regione Calabria. E il copione potrebbe ripetersi.