Bagnai e la Germania. Il leghista sfida storia e ridicolo: “Come nel ’39 vuole l’Europa a suo uso e consumo” VIDEO

di Warsamé Dini Casali
Pubblicato il 30 Dicembre 2020 17:22 | Ultimo aggiornamento: 30 Dicembre 2020 17:22
Bagnai e la Germania. Il leghista sfida storia e ridicolo: "Come nel '39 vuole l'Europa a suo uso e consumo" VIDEO

L’intervento del senatore Bagnai in Senato

Bagnai e la Germania del ’39: il senatore leghista, già no-euro convinto e sovranista non pentito, si diverte ancora a mettere i baffetti di Hitler sull’icona di Angela Merkel.

L’ha rifatto in Senato, durante il dibattito che ha condotto all’approvazione della manovra di bilancio. Insomma, cose serie, per una volta l’aggettivo “storico”, riguardo a questo provvedimento necessariamente legato alla più grande crisi del dopoguerra, non sembrava enfatico.

Bagnai ci ha riportato ai livelli di una discussione surreale: come nel ’39 la Germania ha il solo interesse di mettere l’Europa sotto i suoi piedi. 

Bagnai e la Germania: “Come nel ’39 vuole una Ue a suo uso e consumo”

“In un afflato europeista il 1 settembre 1939 la Germania invase la Polonia perseguendo a modo suo, che nel frattempo è cambiato nelle forme ma non nella sostanza, l’obiettivo di una unificazione del Continente a suo uso e consumo. Quello che accadde dopo ce lo ricordiamo tutti”.

Queste le esatte parole del senatore della Lega Alberto Bagnai in Aula durante le dichiarazioni di voto sulla fiducia alla manovra. Prima dallo scranno parlamentare, poi le ha ribadite sul suo profilo Facebook. Su Youtube il video della performance va forte.

Il presidente del Senato Casellati si è riservata di valutare con più calma l’appropriatezza del paragone storico. In effetti, il senatore sembra aver ignorato l’appello del suo segretario Salvini ad abbassare i toni (e anche se stesso nella lettera al Corriere della Sera dove esortava a identica moderazione.

Oltre che ignorare l’appello del presidente Casellati a non diffondere contenuti del dibattito sui social: cosa puntualmente avvenuta.

Che dire, il paragone si commenta da solo. “È allucinante questo paragone”, denuncia su facebook il viceministro all’Economia, Antonio Misiani. Che invoca una presa di distanza ufficiale da parte di Salvini e della Lega.

Emanuele Fiano, sempre del Pd, pretende dal senatore Bagnai “scuse solenni”.

Il Senato approva, la manovra è legge

Nel frattempo il Senato ha confermato la fiducia al governo sulla Manovra, con 156 voti a favore, 124 contrari e nessun astenuto. Il provvedimento è quindi approvato in via definitiva dal Parlamento.

Il Senato ha approvato successivamente al voto di fiducia posto sull’articolo 1 della manovra, il provvedimento nel suo complesso con 153 voti favorevoli, 118 contrari e un astenuto. (fonte Ansa)