Balduzzi: “Presto una franchigia al posto del ticket sanitario”

Pubblicato il 11 Maggio 2012 10:33 | Ultimo aggiornamento: 11 Maggio 2012 11:41

ROMA – ''Stiamo pensando a una forma di franchigia che avrebbe tanti vantaggi, e lavorando per ridurre gli svantaggi'' e ''siamo prossimi a formalizzare una proposta compiuta'' per rimodulare il sistema dei ticket. Lo ha annunciato il ministro della Salute, Renato Balduzzi, ospite di Radio Anch'io su Radio1.

Il sistema della franchigia, ha sottolineato il ministro, risolverebbe il problema ''delle esenzioni non legate al reddito'' e risponderebbe ai criteri di ''trasparenza, equità e tendenziale omogeneità''.

L'ipotesi di introdurre una franchigia invece della compartecipazione alla spesa sanitaria attraverso i ticket, ha sottolineato il ministro, ''potenzia l'equità nel campo della compartecipazione'' perché prevede che ciascun cittadino ''paghi fino a una certa soglia, modulata sul reddito'' superata la quale ''il servizio sanitario si fa carico di tutto''.

Uno studio dell'Agenas, che sarà presentato nei prossimi giorni, aveva ipotizzato di fissare la soglia al 3 per mille del reddito lordo, che si tradurrebbe ad esempio in 30 euro l'anno per un pensionato con 10mila euro di reddito, per arrivare a 300 euro l'anno per un reddito di 100mila euro.

Balduzzi ha anche annunciato che è allo studio l'ipotesi di ''un limitato prelievo di scopo di 3 centesimi sulle bottigliette da 33 cl che porterebbe 250 milioni di euro l'anno''. A proposito della cosiddetta 'tassa sul cibo spazzatura', il ministro ha sottolineato che si sta valutando di intervenire solo su ''bevande zuccherate e gassate'' e non sui cibi.

Le risorse, ha spiegato, sarebbero ''finalizzate a iniziative di rafforzamento di campagne di prevenzione e di promozione di corretti stili di vita e ad alcuni interventi mirati in campo sanitario''.

Un prelievo di 3 centesimi, ha aggiunto il ministro, ''non crea problemi né ai consumatori né ai produttori'' e manda ''un segnale all'opinione pubblica di attenzione per un problema sottovalutato dalle famiglie, visto che metà dei nostri ragazzi consuma troppe bevande gassate e zuccherate''.