Ballottaggi: undici sindaci, undici Pd. “Cappotto” alla destra

Pubblicato il 10 Giugno 2013 15:58 | Ultimo aggiornamento: 10 Giugno 2013 17:17

elezioni2ROMA – Finisce “a cappotto” questo turno di ballottaggi: undici città al voto, undici sindaci targati Pd. Spoglio completato quasi ovunque, la destra perde ovunque: Roma, Brescia, Siena, Treviso. Partiva da 6 a 5, in vantaggio: la destra amministrava cioè la maggior parte delle città che hanno appena votato. A Roma dopo pochi minuti dalle 15, ai primissimi exit poll, Gianni Alemanno già dichiarava la resa. A Siena, a Brescia, stessa situazione: tutte al centrosinistra.

Roma boccia Gianni Alemanno. Un dato schiacciante quello uscito dal ballottaggio alle Comunali con il candidato del Pd Ignazio Marino oltre il 60%. Marino è infatti al 63,8%, praticamente 20 punti sopra il rivale del Pdl Gianni Alemanno, dato al 36,2%. Per Alemanno un risultato che definire negativo è poco, basti pensare che in tutti i ballottaggi, nessun sindaco uscente ha preso così pochi voti.

A Siena, dove dopo lo scandalo Montepaschi la sinistra rischiava il tonfo, il Pd vince: Bruno Valentini è il nuovo sindaco col 52% dei voti. Eugenio Neri si ferma al 48%.

A Treviso Giancarlo Gentilini, 83 anni, il “sindaco sceriffo”, lascia il Comune. Giovanni Manildo del Pd vince con il 55,8% delle preferenze, Gentilini si ferma al 44,1%. L’odore della sconfitta, per l’ex sindaco, era nell’aria. Con un certo nervosismo Gentilini accusava sia Pdl che Lega Nord: “Si sono persi in faccende personali: donne, processi, soldi della Lega finiti ai familiari. Ma al governo non hanno combinato niente, e i cittadini si sono sentiti traditi”, ha detto a Repubblica prima che i risultati del ballottaggio ne decretassero la sconfitta. A Brescia Emilio Del Bono del Pd passa con il 56,5%. Adriano Paroli, candidato sostenuto da Pdl e Lega, si ferma al 43,4%.

L’astensione è stato un tema dominante. Mezza Italia non ha votato. Un cittadino su 2 praticamente non si è recato alle urne per i ballottaggi delle Comunali. Il dato definitivo dell’affluenza è del 48,51%. Un crollo dell’affluenza,che segue quello che si era visto già al primo turno, il 26 e 27 maggio. Un 48,5%, rispetto al 59,7% del primo turno, evidenziando una flessione di oltre 11 punti. Il crollo maggiore arriva da Roma dove l’affluenza definitiva si è attestata al 44,93%, in flessione rispetto al 52,81% del primo turno (meno otto punti circa).