Ballottaggio Gela, M5S alleati con Ncd contro il Pd “di Crocetta”: la sfida più interessante

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 giugno 2015 16:59 | Ultimo aggiornamento: 12 giugno 2015 16:59
Ballottaggio Gela, M5S alleati con Ncd contro il Pd "di Crocetta": la sfida più interessante

Ballottaggio Gela, M5S alleati con Ncd contro il Pd “di Crocetta”: la sfida più interessante

GELA, CALTANISSETTA – Quello di Gela fra Domenico Messinese del Movimento 5 Stelle e Angelo Fasulo del Pd è forse il ballottaggio più interessante di questo secondo turno delle comunali 2015. Perché è pochissimo il distacco fra Messinese (24,25%, 8.593 voti) e il sindaco in carica Fasulo (23,74%, 8.414 voti). Perché M5S ha detto che le comunali a Gela sono “per noi come la finale di Champions League. Perché Gela è la città dove Rosario Crocetta iniziò – quando fu eletto sindaco nel 2002 – la sua carriera di “rivoluzionario” nelle istituzioni siciliane, arrivata al suo culmine con l’elezione a presidente di Regione nel 2012.

Perché Gela, approdo di un gasdotto che parte dalla città libica di Brega, è la città dell’Eni, dove c’è un polo petrolchimico enorme, battezzato da Enrico Mattei nel suo ultimo giorno di vita. Un polo che – in una località che con i suoi 24 km di litorale e altissime dune poteva puntare sul turismo – ha portato lavoro, ma anche inquinamento e un’espansione demografica violenta che è degenerata subito in una ipertrofia di cemento mai regolata, che ha fatto di Gela una della città simbolo dell’abusivismo edilizio in Italia.

Perché Gela, che non è capoluogo di provincia ma che per abitanti (76.000) è la sesta città della Sicilia, è una posto dove dieci anni di Crocetta più cinque del fido Fasulo non hanno portato nessuna “rivoluzione” rispetto alla situazione drammatica degli anni 90, quella di un centro urbano devastato dalla cattiva amministrazione e dagli appetiti di una mafia giovane ma feroce come quella della “Stidda”.

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Perché se da una parte c’è un Pd logoro, dall’altra ci sono i 5 Stelle che pagano sempre dazio alla loro naïveté politica. Altrimenti non si spiega l’alleanza con il Nuovo Centrodestra di Alfano, partito che – anche se nato da meno di due anni – in Sicilia è l’espressione di un estabilishment non proprio espressione del buon governo.

Qui, in una città che dista 90 km da Catania – che si percorrono in un’ora e mezzo con la macchina e in non meno di tre col treno – si gioca la sfida fra il partito “di Crocetta” e il Movimento pentastellato che prova con i suoi mille difetti a intercettare la rabbia e la stanchezza dei malgovernati.