Ballottaggio Venezia, Felice Casson-Luigi Brugnaro: il dopo Mose passa per i voti M5S

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 giugno 2015 13:41 | Ultimo aggiornamento: 12 giugno 2015 14:46

Ballottaggio Venezia, Felice Casson-Luigi Brugnaro: il dopo Mose passa per i voti M5S

Ballottaggio Venezia, Felice Casson-Luigi Brugnaro: il dopo Mose passa per i voti M5S


VENEZIA – Nel ballottaggio a Venezia fra l’ex magistrato Felice Casson (centrosinistra) e Luigi Brugnaro (centrodestra), il sindaco del dopo-scandalo Mose sarà deciso anche dai 15 mila voti che al primo turno sono finiti al Movimento 5 Stelle. A Casson potrebbe non bastare la riconferma dei 46 mila voti presi due domeniche fa, anche se ai grillini non piace Brugnaro, descritto dal candidato sindaco M5S Davide Scano come “un mini Berlusconi che si proclama renziano e che alla fine si è tirato dietro Forza Italia e Ncd al primo turno, e ora la Lega e Fratelli d’Italia”.

La battaglia è proprio sui voti del centrodestra, perché se Brugnaro vince se riesce a sommare i suoi 34.800 voti con i 22.700 presi dai candidati di Lega e Fratelli d’Italia. Questo può spiegare l’uscita contro i migranti del candidato di centrosinistra. Che d’altra parte può vantare l’appoggio di personalità gradite a sinistra e soprattutto agli M5S come Paolo Flores d’Arcais, Stefano Rodotà, Ferdinando Imposimato e Marco Travaglio. Scrive Annalisa Cuzzocrea su Repubblica:

Così, la linea decisa dai 5 stelle locali è stata quella di presentare 5 punti concreti di programma chiedendo ai candidati di sposarli, in parte o in toto. “A quel punto i nostri elettori si faranno un’idea”. Punti che – dall’alleggerimento della macchina comunale al divieto delle grandi navi di passare in laguna- Felice Casson dice a Repubblica di voler accettare senza distinguo: “Domani ( oggi ndr ) manderò un’e mail scritta ai consiglieri per confermare la mia adesione. Si tratta di punti molto articolati tecnicamente, ma gran parte delle questioni che pongono erano già nel mio programma. Del resto, a parte il candidato sindaco, sento la base dei 5 stelle molto vicina. E mi hanno fatto piacere gli appelli a mio favore di persone come Stefano Rodotà e Ferdinando Imposimato, i loro candidati alla presidenza della Repubblica. Siccome io li rispetto, non mi metto a chiedere accordi. Quei punti, però, li faccio miei”. È vero che, come circolava ieri nei corridoi di Palazzo Madama, dai telefonini dei senatori M5S sono partiti messaggi di appoggio a Casson.

[…]”A chi oggi ci vuole tirare per la giacchetta – spiega Scano – dico che se i veneziani volevano rovesciare il tavolo dovevano votare noi, e non darci solo il 12 per cento. Venezia poteva essere un’altra Parma. È un comune che per colpa del Pd locale ha un miliardo e mezzo di debiti, 200 milioni di derivati, 10mila dipendenti tra comuni e partecipate. Lo scandalo Mose è solo la punta dell’iceberg di un sistema che è prosperato all’ombra del clientelismo”. Del resto, spiega Scano, “anche Brugnaro ha detto di voler accettare alcuni dei nostri punti. Non tutti, ma noi siamo soddisfatti perché, ancor prima di entrare in Consiglio, portiamo a casa qualcosa”. Il patron della rete di agenzie interinali Umana e della squadra di basket Reyer è stato abile, la sua lista civica è arrivata prima col 20 per cento, e anche se al ballottaggio parte con 10 punti in meno di Casson, i voti della Lega – con cui ha fatto un accordo programmatico – potrebbero mettergli il vento nelle vele. Molto dipenderà dall’astensionismo. E da quel che decideranno gli elettori a 5 stelle.