Amato, il quarto uomo: la “sottile” soluzione per il rebus Bankitalia

Pubblicato il 6 Ottobre 2011 20:17 | Ultimo aggiornamento: 7 Ottobre 2011 8:38

Giuliano Amato

ROMA – Spunta un quarto nome per il dopo Mario Draghi al vertice della Banca d’Italia: è quello di Giuliano Amato, che si aggiungerebbe alla già nota rosa di candidati composta da Fabrizio Saccomanni, Lorenzo Bini-Smaghi e Vittorio Grilli. Amato, che il fondatore di Repubblica Eugenio Scalfari ribattezzò “il dottor Sottile”, è un candidato a cui non manca la dimestichezza con le poltrone che contano: Presidente del Consiglio dei ministri nei governi Amato I (1992-1993) e Amato II (2000-2001); quattro volte Ministro del Tesoro nei governi Goria e De Mita (1987-89), D’Alema I e II (1999-2000); Ministro per le riforme istituzionali nel Governo D’Alema I (1998-99, prima di tornare al Tesoro); Ministro dell’Interno nel Governo Prodi II (2006-08); Presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Autorità “Antitrust”) (1994-97).

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al vertice del Popolo della Libertà a palazzo Grazioli si era limitato a riproporre la terna già nota. Ma fonti parlamentari del centrodestra, citate anche dal Tg La7 di Enrico Mentana, hanno parlato di un nuovo nome, un outsider. Per questo nome sarebbe stato sentito il parere del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e di diversi rappresentanti influenti del mondo cattolico.

Il nome è quello di Giuliano Amato, appunto, una figura istituzionale che potrebbe essere gradita al Quirinale e all’opposizione, ma sulla quale potrebbe convergere anche il ministro dell’Economia Giulio Tremonti e lo stesso presidente del Consiglio. Una soluzione di compromesso e di alto profilo, quindi.

Secondo le fonti citate dall’agenzia Agi, “Berlusconi ha un buon rapporto con Amato”, che fa anche parte del Comitato Esecutivo di Aspen Institute Italia. Altre fonti autorevoli del Pdl, pur confermando che il nome circola perché “gradito al Quirinale”, ritengono difficilmente percorribile una strada che possa portare a Bankitalia Amato, perché “troppo vicino al centrosinistra”.

Il presidente del Consiglio, in realtà, preferirebbe sempre Saccomanni, giù interno a palazzo Koch, che rappresenterebbe una soluzione di continuità per l’organismo di via Nazionale e di raccordo con il futuro numero uno della Bce, Mario Draghi. Il nome di Amato potrebbe trovare una condivisione all’interno dell’esecutivo: “Sarebbe l’unico modo per uscire dall’impasse”, osserva anche una figura di spicco del Pd.

Questa mattina è stato Berlusconi ad affrontare il tema: “E’ il presidente del Consiglio che deve fare il nome al Consiglio superiore della Banca d’Italia. Poi va sentito il Consiglio dei ministri e va comunicato il nome al Presidente della Repubblica”, ha ricordato il Cavaliere. “La scelta verrà presa entro il primo novembre”, ha assicurato.