Banche nel mirino del Pdl, mettono loro le mani nelle tasche degli italiani

Pubblicato il 8 Gennaio 2012 21:27 | Ultimo aggiornamento: 8 Gennaio 2012 21:50

ROMA, 8 GEN – Mario Monti convochi un tavolo di confronto con gli istituti di credito per verificare in che modo le banche intendano utilizzare i 116 miliardi di euro messi a disposizione dalla Bce al tasso dell'1%. A chiederlo un nutrito drappello di esponenti del Pdl (tra cui Guido Crosetto, Andrea Augello, Mariastella Gelmini) che, oltre all'intervento del premier, invoca una verifica anche della Banca d'Italia oltre che del ministro lo Sviluppo Economico Corrado Passera. L'accusa, sintetizzata da Fabrizio Cicchitto, e' questa: anche gli istituti di credito ''mettono le loro mani nelle tasche degli italiani''. ''Lunedi' presenteremo un'interrogazione urgente'', annuncia il vice presidente della Camera Maurizio Lupi convinto, come molti 'colleghi' di partito, che l'esecutivo debba controllare che i fondi messi a disposizione dall'Eurotower agli istituti italiani siano utilizzati ''per dare credito agevolato alle imprese e alle famiglie''. Va all'attacco anche l'Italia dei Valori che chiede la ''nazionalizzazione delle fondazione bancarie'', mentre il Pd fa quadrato intorno al Professore.

L'argomento sara' discusso dai vertici del partito in una serie di riunioni previste tra domani e dopodomani per esaminare una serie proposte, in merito alle misure della cosiddetta 'fase due', da sottoporre al presidente del Consiglio. Il cavallo di battaglia di via dell'Umilta' resta sempre quello delle liberalizzazioni ''da attuare a trecentosessanta gradi''. E la richiesta e' che vadano a ''colpire'', come sottolinea il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri ''i potentati dei servizi pubblici locali''.

Ma nel mirino del Popolo della liberta' ci sono sempre gli istituti di credito: ''Il settore delle banche non sia tabu' – e' l'auspico dell'ex ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani – anche li' ci sono sacche di privilegio da intaccare''. Ecco perche'la richiesta che arriva al governo e' di non escludere le banche dalle misure pro-sviluppo che costituiscono il 'cuore' dei provvedimenti 'cresci Italia'.

''In che misura le banche oggi danno un contributo positivo alla crescita nei confronti delle imprese e dei privati?'', e' la domanda che pone il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto e a cui fa eco l'ex ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini: ''E' infatti singolare – osserva – che mentre il tema della ripresa ha ora il primo posto, nell'agenda del governo e nel nostro sostegno in Parlamento, il sistema bancario non metta i 116 miliardi di euro avuti dalla Bce al tasso dell'1% nella disponibilita' delle imprese, dello sviluppo e dell'innovazione''. Il capogruppo pidiellino, citando le parole del Professore contro gli evasori fiscali, punta il dito proprio contro alcuni istituti di credito: ''Anche alcune banche – e' l'accusa – hanno messo le mani nelle tasche degli italiani''.

Domani sara' presentata un'interrogazione parlamentare urgente da parte degli esponenti di via dell'Umilta' mentre al Senato sempre nella giornata di domani gli esponenti del Pdl depositeranno una mozione sui ritardi dei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione: ''Apprendiamo dalle parole del ministro Passera che il governo ha intenzione di occuparsi'' del tema sottolinea Gaetano Quagliariello che aggiunge: ''Lo Stato chiede rigore ai cittadini deve essere altrettanto rigoroso nei loro confronti e garantire puntualita' nei pagamenti e certezza del diritto''. Favorevole ad un intervento sulle banche e' anche l'Italia dei Valori che con Antonio Borghesi chiede al governo di ''nazionalizzare a costo zero le fondazioni che controllano le banche'', scatenando la rabbiosa reazione della Lega: ''Si sono bevuti il cervello'', controbatte il senatore del Carroccio Gianvittore Vaccari.