Banchetto Lega con carne orso: a pochi km girato film 'l'orso di Annaud'

Pubblicato il 3 luglio 2011 17:46 | Ultimo aggiornamento: 3 luglio 2011 17:46

FIRENZE – Ad una manciata di chilometri dal banchetto, per ora fallito, a base di carne d'orso organizzato ad Imer nel Primiero dalla Lega Nord, gli orsi sono stati davvero ''di casa'' fino ad una ventina di anni fa, anche se solo per girare un film.

Proprio nell'area di Zortea, nel Vanoi (la vallata parallela a quella del Primiero), dove, forse, non a caso, ieri e' stato consumato il contro-banchetto a base di trippa di dromedario in contrapposizione al pranzo con carne di plantigrado, e' stato infatti girato gran parte del film ''L'orso'' di Jean-Jacques Annaud.

La pellicola del regista francese, uscita nel 1988, e' ambientata nella Columbia Britannica nella fine dell'Ottocento. Ma Annaud ha preferito le pietraie e i boschi di questa porzione di Dolomiti quando era ancora sconosciuta dai flussi turistici, compresa o lambita dal Parco di Paneveggio.

Le scene del film sono state girate soprattutto nei pressi del Lago Calaita, uno specchio d'acqua a 1.700 metri dove si riflettono le Pale di San Martino, e nella valle dove scorre il torrente Lozen. E le foto degli orsi (piu' di uno quelli utilizzati per 'interpretare' lo stesso animale del film) sono esposte poco piu' in basso, al Rifugio Lozen vicino a dove gli animali venivano custoditi e dove i loro addestratori sembravano gradire la cucina locale a base di canaderli e tosela, il formaggio fresco da fare alla piastra tipico della zona, piuttosto che le bistecche, tantomeno se di carne dei loro amici pelosi.

La trama del film e' semplice: un piccolo di orso perde la mamma travolta da una frana mentre cerca cibo per lui. Comincia cosi' l'avventura solitaria del piccolo che viene adottato, sebbene in modo un po' ruvido, da un orso adulto. Il cucciolo sara' catturato dai cacciatori che in realta' inseguono la preda grossa. L'orsacchiotto riesce a liberarsi e l'incontro ravvicinato tra il suo protettore e uno dei cacciatori si conclude in modo non cruento per alcuno dei due, ma con l'uomo che trasfigurato dalla paura, cambiera' idea circa l'uso del suo fucile.