Banda ultralarga, Renzi: “Piano da 12 mld per 10 mln di italiani”. Cipe stanzia primi fondi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 agosto 2015 21:22 | Ultimo aggiornamento: 7 agosto 2015 1:08
Banda larga, Renzi: "Piano da 12 mld per 10 mln di italiani". Cipe stanzia primi fondi

Matteo Renzi (Ansa)

ROMA – Il piano per la banda ultralarga “vale 12 miliardi, di cui 5 privati e 7 pubblici. Di questi ultimi 4,9 vengono da iniziative del governo e 2,1 dai Fondi strutturali Regionali”. A dirlo è il premier Matteo Renzi in conferenza stampa a Palazzo Chigi. L’ex sindaco di Firenze sottolinea come, oggi, il Cipe abbia deliberato lo stanziamento di “2,2 mld”: “E’ un agosto che inizia scoppiettante. Oggi il Cipe che si sta ancora riunendo ha approvato finalmente un cospicuo intervento economico sul piano di banda ultralarga, una autentica, straordinaria, novità. E l’infrastruttura più importante per i prossimi 20 anni e l’obiettivo è una copertura completa del Paese”.

Il piano per la banda ultralarga raggiungerà “10 milioni di italiani, 800 comuni, oltre 400 ospedali, 2000 scuole, 5000 sedi della Pubblica amministrazione”. Spiega Renzi che “il privato, dove l’operazione sta in piedi da sola e si tiene, non ha problemi a intervenire ma dove non rende e ha più difficoltà a investire interveniamo noi. Partiamo dalle zone nere, a fallimento di mercato. I soldi pubblici servono a questo: le zone D e C che riguardano il 35% degli italiani. Le zone D sono dove il privato non investirebbe mai, le C dove investirebbe solo in presenza di alcuni incentivi”.

Il premier conclude spiegando che “stiamo combattendo il divario digitale anche tra nord e sud, tra realtà figlie di nessuno e realtà con tutte le condizioni per andare avanti”, aggiunge Sulla banda larga “noi saremo leader in Europa nel giro di un triennio”.

E proprio oggi Telecom, che si è aggiudicata tutti i bandi di gara indetti dal Mise, annuncia un’iniziativa che consentirà di rendere disponibile la fibra ottica e i servizi di Tim a circa 10 milioni di abitanti in oltre 760 Comuni” al Sud “grazie ad un modello virtuoso di partnership tra pubblico e privato”. “Oggi il Sud è il benchmark dell’avanzamento della diffusione della banda larga” commenta Recchi sottolineando anche che si è creata una situazione per cui “oggi molte regioni del Sud sulla banda ultralarga sono più avanti del Nord, ci auguriamo quindi di replicare questo modello di successo anche nel resto del Paese”.