Barbara D’Urso, Feltri: “Mai stata ad Arcore”

Pubblicato il 25 Maggio 2011 16:47 | Ultimo aggiornamento: 25 Maggio 2011 16:49

Barbara D'urso

ROMA – Lei, Barbara D’Urso, lo aveva detto subito: “Ad Arcore non ci sono mai stata”. Vittorio Feltri lo ribadisce in un articolo sulla prima pagina di Libero: “E’ finita nel mucchio dell’inchiesta per errore”.

L’inchiesta è quella su Ruby, alias Karima el Mahroug detta la Rubacuori, che sarebbe finita alle feste nella residenza del premier Silvio Berlusconi, finito nel mirino dei giudici per prostituzione minorile e concussione.

Il 15 gennaio il nome della conduttrice di Pomeriggio Cinque è finito nella lista delle ragazze che avrebbero partecipato alle feste: ”Forse per una svista o un lapsus, il mio nome e’ stato inserito da ‘Repubblica’ in una lista di persone presenti a feste svolte ad Arcore. Si tratta di un grave e diffamante errore, in quanto non sono mia stata a feste ad Arcore in vita mia. Ho dato mandato ai miei avvocati di procedere ad azioni legali a tutela della mia reputazione”, aveva dichiarato Barbara D’Urso in merito all’intervista a Ruby pubblicata da “La Repubblica”.

Vittorio Feltri ammette che anche Libero pubblicò il nome della presentatrice e fa mea culpa. “Sabato 2 aprile Libero pubblicò in prima pagina un articolo titolato: «Altre dieci ragazze! E il processo lampo diventa infinito». Raccontava come la vicenda del bunga bunga si fosse arricchita di nuovi dettagli destinati a prolungare il lavoro preparatorio dei giudici. (…) c’era il nome di una diva della televisione assolutamente al di sopra di ogni sospetto: Barbara D’Urso, conduttrice di programmi di successo, una professionista capace e non certo bisognosa di spintarelle per proseguire nella brillante carriera. La cosa ci stupì assai, al punto che scrivemmo: «…la presenza delle fanciulle nelle sacre stanze di Silvio sarebbe stata accertata con un controllo delle cosiddette celle telefoniche. Poiché siamo tecnologicamente trogloditi, non siamo in grado di spiegarvi come sia possibile fare determinate scoperte, ficcando il naso nel traffico delle comunicazioni mediante cellulari». E torniamo a Barbara D’Urso per dire: come è potuta finire nel mucchio sotto inchiesta? Per errore. (…) preferiamo dichiarare di aver contribuito allo sbaglio suffragando una notizia risultata senza fondamento”.