Barbareschi: matto o tattico? Se si dimette resta fedele a Fini, ma aiuta Berlusconi…

Pubblicato il 1 Febbraio 2011 21:04 | Ultimo aggiornamento: 1 Febbraio 2011 21:11

Luca Barbareschi

ROMA – Alla fine di una giornata fatta di incontri e mezze dichiarazioni, risposta ancora non c’è. La domanda, invece, è chiara: che cosa farà Luca Barbareschi? Rientrerà nei ranghi di Fli? Oppure strapperà consegnandosi al Pdl? Poi ci sono gli scenari “tattici”: dimissioni pilotate, responsabili, ecc.. Lunedì, annuncia il diretto interessato, “saprete”. Oggi, invece, restano solo le ipotesi.

La storia di Barbareschi è allo stesso tempo semplice ed emblematica nel suo ricordare più di un caso analogo nella politica italiana. Fino ad una settimana fa, infatti, l’attore divenuto deputato è un “finiano di ferro”. La sua adesione a Fli è immediata e indiscutibile, al punto che, quando si tratta di scegliere uno che a Perugia possa leggere la carta dei valori del neonato partito la scelta ricade subito di lui. Barbareschi legge, concorda, si commuove. E la gente applaude.

Passa qualche settimana e Barbareschi inizia (in privato) a dubitare. E’ scettico, ma lo sapremo solo dopo, sul Terzo polo e sulla forte presa di distanza dal Pdl. Ieri, infine, la svolta. O qualcosa che ci somiglia molto. Il deputato ha un lungo colloquio con Berlusconi: sembra la prassi della sfilata dal Fli. E’ successo, solo per fare qualche esempio, a Maria Grazia Siliquini e Catia Polidori, subito prima di non votare all’ultimo minuto la sfiducia a Berlusconi. E’ successo anche ad un altro ex finiano, Giampiero Catone, che ha aderito in extremis ai “responsabili” permettendogli di venire alla luce come gruppo.

Barbareschi, però, tentenna. Non esce da Fli, ma non è contento di Fli. Nel pomeriggio va a Radio 2 (“Un giorno da pecora”) e come diversivo spara bordate contro Nicole Minetti, definendola “incapace da 18 mila euro al mese”. La Minetti, capace o meno, non c’entra nulla. Serve solo a prendere tempo. Poco dopo Barbareschi infila la porta dello studio di Gianfranco Fini. Ad attenderlo c’è anche Casini e il confronto dura un’oretta.

Barbareschi esce ed alterna battute a silenzi misteriosi. Prima dice: “Mi iscrivo al Partito Monarchico”. Poi chiosa: “Non vi dico nulla, dovrete aspettare lunedì”. Poi qualcosina lo dice: “Spero che Fini e Casini abbiano capito”. Cosa? Mistero. Una soluzione, in serata, la abbozza il Tg LA7 di Enrico Mentana. Barbareschi potrebbe rimanere finiano aiutando Berlusconi. Come? Con un passo indietro: se si dimettesse, pur rimanendo nel Fli, al suo posto alla Camera entrerebbe tal Giovanni Marras, classe 1959 e berlusconiano di ferro. Capra e cavoli, insomma.