Bari, candidata Roselli (Forza Italia) ignora le leggi Ue sui migranti. E non riesce a pronunciare Ong…

di redazione Blitz
Pubblicato il 1 marzo 2018 18:12 | Ultimo aggiornamento: 1 marzo 2018 18:24
Bari, candidata Roselli (Forza Italia) ignora le leggi Ue sui migranti. E non riesce a pronunciare Ong...

La candidata di Forza Italia Antonella Ida Roselli

BARI – L’intervento della candidata di Forza Italia alla Camera dei Deputati nel collegio uninominale di Bari durante un confronto con gli altri candidati che si è tenuto al Liceo Scacchi del capoluogo pugliese. Antonella Ida Roselli è intervenuta sul tema dei diritti civili e dei migranti.

La Roselli parla solo di clandestini che “non avendo possibilità di integrarsi” sono la “manovalanza della delinquenza”. La Roselli parla di Ong che non aiutano chi rischiava di morire in mare” ma “Ong (Organizzazioni non governative) che facevano traffici su questa gente, che si mettevano d’accordo con gli scafisti”. A parte che la Roselli non riesce a pronunciare correttamente OEnneGì, ma continua a ripetere Ong, la candidata fa confusione tra leggi nazionali e accordi europei. Infatti sostiene che “siamo l’unico Paese in cui si accolgono persone senza denunciare lo scafista”.

Forse non sa che secondo la Convenzione di Dublino (impegno che fu preso con l’Unione Europea dal governo Prodi ma fu poi ratificato da Berlusconi) l’asilo politico a chi lo richiede viene concesso dal Paese di primo soccorso, cioè dal Paese attraverso cui il rifugiato entra nell’Unione Europea. E quindi, se non altro per una questione geografica, l’Italia (come per esempio anche la Grecia) è obbligata da una convezione internazionale a fornire asilo. E chi lavora in mare per salvare vite umane ha il dovere etico e deontologico di prestare subito soccorso e a volte non ha nemmeno il tempo per domandarsi come e con chi questi disperati siano arrivati nelle nostre acque territoriali.

Tra gli altri candidati presenti al dibattito c’è Paolo Lattanzio (in lista per M5s) che lavorando con Save the Children conosce bene la questione. Probabile che quello della Roselli fosse proprio un attacco a chi al tema della cooperazione sta dedicando la propria vita.

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