Beatrice Lorenzin ministro anti-fumo. Libero la attacca: “Butta 14mld di euro”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Giugno 2013 9:51 | Ultimo aggiornamento: 17 Giugno 2013 10:10
Beatrice Lorenzin ministro anti-fumo. Libero la attacca: "Butta 14mld di euro"

Beatrice Lorenzin ministro anti-fumo. Libero la attacca: “Butta 14mld di euro” (Foto LaPresse)

ROMA – Beatrice Lorenzin ha dichiarato guerra al fumo, scrive Libero quotidiano. Più che guerra una crociata contro le sigarette, secondo Maria Giovanna Maglie, che rischia di far perdere allo Stato 14 miliardi di euro. La Maglie attacca duramente la Lorenzin, rea di essere un ministro della Salute anti-fumo in un Sistema sanitario nazionale dove la parola d’ordine è prevenzione.

La Maglie dalle pagine di Libero quotidiano attacca il ministro della Salute e si chiede:

“Davvero il governo italiano intende giovedì prossimo appoggiare la cosiddetta e già famigerata direttiva europea sul tabacco? Davvero il ministro Beatrice Lorenzin intende seguire una politica rigida, dogmatica, proibizionista e illiberale, ma soprattutto un scelta che mette in crisi duecentomila persone impiegate nella filiera del tabacco, non aiuta a educare o a far fumare di meno, incoraggia corruzione e contrabbando?”.

La preoccupazione della Maglie è per le regioni italiane produttrici di tabacco, che fanno del nostro Paese il primo esportatore di tabacco in Europa. E infatti secondo la Maglie dietro alla direttiva europea non ci sono timori per la salute, ma la necessità di fermare l’esportazione in Italia.

L’attacco alla Lorenzin è diretto e affatto velato:

“Dai ministeri di Agricoltura, Finanze e Sviluppo economico, trapelano posizioni contrarie ma si fa capire che la decisione spetta al ministero della Salute, che per ora tace. Speriamo che sia perché da quelle parti si medita, visto che esperienza politica e sensibilità liberale al ministro non dovrebbero mancare, anche se le sue dichiarazioni sugli umani vizi, dal fumo all’alcool alle merendine alla cioccolata, un po’ di conformismo politically correct lo hanno trasmesso, e di Kyenge, Boldrini & c ne avremmo già a sufficienza”.

Secondo la Maglie seguire la direttiva anti fumo è dannoso e “stupido”:

Ma qui non si parla di spirito liberale che fu di Forza Italia ed è perduto, né di diritti dell’individuo, qui si parla di miliardi sottratti al tempo della crisi epocale in cui viviamo, e si parla di una rinuncia che non fornisce adeguate garanzie di salute in cambio, tutt’altro. Si parla di una iniziativa stupida, dannosa, ideologica, e che tira pure ancora una volta a fregare l’Italia, come se non ce ne facessero abbastanza”.

La giornalista su Libero quotidiano spiega poi tutti i rischi dell’insana idea di vietare le sigarette: dalla contrazione del gettito fiscale per 14 miliardi di euro, all’aumento del commercio illecito e del contrabbando, oltre che la perdita di posti di lavoro nelle coltivazioni di tabacco italiane:

“Il tabacco fa male, ma a Bruxelles non stanno facendo la guerra al fumo per ragioni di carattere sanitario, piuttosto per far fuori 20 mila tonnellate di tabacco italiane all’anno. I nostri contadini fanno rendere le terre il triplo degli inglesi e il doppio dei francesi nonostante la superficie coltivata sia pari ad appena la metà; in Campania, Umbria,Veneto, Lazio e Toscana si producono annualmente 97.800 tonnellate di tabacco in foglia di due qualità: Burley eVirginia”.

Insomma per la Maglie la Lorenzin starebbe decidendo contro gli interessi del Paese:

“La Commissione Europea ha infatti avviato la revisione della Direttiva 2001/37/CE regolante la produzione, presentazione e vendita dei prodotti del tabacco proprio decretando che «gli ingredienti aumenterebbero il potenziale attrattivo e assuefattivo dei prodotti del tabacco». Peccato che i risultati del rapporto del Comitato Scientifico sui Rischi per la Salute sostengono che, ad oggi, non ci sono prove”.

Che le sigarette facciano male, nessuno lo mette in dubbio. Che la Lorenzin, in qualità di ministro della Salute, debba pensare prima all’industria del tabacco e poi alla salute, qualcuno sì.