Beppe Grillo a Bruxelles: “Guerra contro Bce, no Isis”. Referendum no Euro

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 novembre 2014 11:56 | Ultimo aggiornamento: 12 novembre 2014 12:17
Beppe Grillo a Bruxelles: "Noi in guerra non contro l'Isis ma contro la Bce"

Beppe Grillo a Bruxelles: “Noi in guerra non contro l’Isis ma contro la Bce”

ROMA – Beppe Grillo da Bruxelles dichiara guerra, ancora una volta, alla Germania, all’Europa e alle sue istituzioni: “Noi non siamo in guerra con l’Isis o con la Russia, ma con la Bce! Sono qui, mi sento un dovere, quasi una militanza patriottica, anche se non sono così. Ma mi batto contro questi cadaveri di cera, i banchieri”.

“La Germania è il paese più corrotto d’Europa”, attacca Beppe Grillo presentando la sua campagna referendaria anti-euro, “Siamo noi e la Ddr ad aver pagato la riunificazione tedesca, con i nostri soldi”.

“Qui ci sono tanti trombati della politica messi qui come un cimitero degli elefanti. Non si aspettavano di trovare qui gente così competente – dice ancora Grillo – Ho solo aperto una strada, un’idea. Sono qui senza alcun incarico, come un clown entrato in quest’apparato, con un cartellino”. Poi ammette: Che io sia qui è un delirio della politica. Un comico che parla di politica nel parlamento all’Europa” è “il mondo che si sta rovesciando”. Ed aggiunge: “La Germania impone idee e allucinazioni economiche”. E sul Jobs Act: “Dobbiamo combattere il Jobs act tedesco, imposto dai tedeschi che ha prodotto disastri, una crescita negativa”.

“Se cadiamo noi, arrivano i nazisti – continua Grillo – Qualcuno dice che siamo noi i nazisti, ma ve li ricordate chi erano? Abbiamo già fatto una rivoluzione, i partiti sono scomparsi grazie a noi”. E ancora: “Ormai i figli dei mafiosi, quelli con il master, stanno nelle multinazionali, quelli che detengono il vero potere”.

Non manca l’attacco a Juncker: “Juncker da chi è stato eletto? Si tratta di un ex ministro delle finanze di un paese paradiso fiscale”.

Come spiega Beppe Grillo sul suo blog “il referendum consultivo per uscire dall’euro si può fare. Per poterlo indire è necessario approvare una legge costituzionale “ad hoc” come già avvenuto nel 1989 quando si richiese agli italiani se volevano dare o meno facoltà costituente all’Unione Europea”.

E ancora:

“Il referendum consultivo del 1989 in Italia si è tenuto il 18 giugno 1989, contestualmente alle elezioni europee del 1989, per sentire il parere popolare sul conferimento o meno di un mandato costituente al Parlamento europeo eletto nella stessa occasione. Poiché la Costituzione della Repubblica Italiana prevede solo due tipi di referendum, quello abrogativo e quello confermativo per quel che riguarda la procedura di revisione costituzionale, per poter indire un referendum consultivo si è dovuto procedere approvando ad hoc la legge costituzionale 3 aprile 1989.” da Wikipedia
La legge costituzionale per indire il referendum sarà presentata agli italiani sotto forma di legge di iniziativa popolare. Per poterla depositare in Parlamento è necessario raccogliere almeno 50.000 firme in sei mesi. Una volta depositata, presumibilmente a maggio 2015, i portavoce del M5S alla Camera e al Senato si faranno carico di presentarla in Parlamento per la discussione in Aula. Approvata la legge costituzionale ad hoc che indice il referendum, considerando i tempi di passaggio tra le due Camere, a dicembre 2015 gli italiani potranno andare alle urne ed esprimere la loro volontà sull’uscita dall’euro con il referendum consultivo.