Beppe Grillo attacca Monti: “Per cosa verrà ricordato? Meglio Nerone e Mussolini”

Pubblicato il 14 Dicembre 2012 0:44 | Ultimo aggiornamento: 14 Dicembre 2012 0:53
Beppe Grillo

Beppe Grillo (LaPresse)

ROMA – Beppe Grillo attacca duramente Mario Monti nell’utlimo post pubblico sul suo blog. ”A tutti si concede la frase ‘ha fatto almeno questo..’. L’onore delle armi. Anche il critico più feroce riconosce alla sua vittima un piccolo insignificante merito”. Inizia così il post che attacca duramente il premier Monti condannandolo alla damnatio memoriae per mancanza di ”tracce” che possano tramandare ai posteri, spiega, la sua esperienza di governo.

E se Mussolini (per il prosciugamento delle paludi pontine), Nerone (per la Domus Aurea), Brunetta (perché conosce – ironizza – ”la ricetta originale della pasta e fagioli”), Berlusconi (per aver ”evitato il carcere”), Fassino (per aver avuto ”una banca), D’Alema (”per la barca”) o Mastella (per la ”piscina a forma di cozza”), Grillo si chiede per cosa si può assegnare un ”almeno” a ”rigor Montis”.

”Ho pensato – scrive il leader del M5S – allo spread, il suo unico alibi governativo, ma lo spread non si è turbato più che tanto dalla sua prossima dipartita e neppure i titoli di Stato che anzi chiudono in rialzo. Certo, lo ammetto, sono leggermente prevenuto dopo una debacle degna di Caporetto, con disoccupazione, debito, tassazione alle stelle e aziende che muoiono come le mosche d’inverno e il Pil che sprofonda”. ”Ho pensato quindi – prosegue il comico genovese – che l’almeno di Monti fosse la sua reputazione internazionale, nessuno è profeta in patria. Vederlo abbracciato spesso alla Merkel e a Hollande come a due salvagenti personali era più che un indizio di almeno”.

Citando diversi giornali stranieri dal Ft, al New York Times, fino al Daily Telegraph, tutti critici – negli articoli citati – nei confronti delle politiche economiche di Monti, Grillo concede un polemico ”almeno” al premier: ‘‘Almeno si toglie dalle balle”, concludendo con la solita chiosa: ”Ci vediamo in Parlamento. O fuori o dentro. Sarà un piacere”.