Quando Beppe Grillo si iscriveva al Pd. Tre estati prima di “zombie vs fascisti”

Pubblicato il 28 agosto 2012 14:31 | Ultimo aggiornamento: 28 agosto 2012 15:25
grillo bersani

Beppe Grillo e Pierluigi Bersani

ROMA – Beppe Grillo promette di seppellire vivi gli zombie del Pd, Bersani gli dà del fascista, uno scontro muscolare e incattivito che fa dimenticare come solo tre estati fa, il comico avesse addirittura preso la tessera del partito. Per ben due volte Grillo versò l’obolo di iscrizione da 16 euro, per due volte la tessera fu restituita, in mezzo dibattito as usual, aperture e strattoni, fino al dialogo interruptus perché non ci sono le condizioni, il Pd non è un autobus ecc…

A ricordarci della ormai lontana polemica estiva, alla luce dei reciproci lanci del guanto recenti, è un gustoso articolo di Filippo Ceccarelli su Repubblica del 28 agosto. Un what if agostano divertente e illuminante. Se fosse stato imbarcato allora, “le cose con Grillo sarebbero andate meglio; o forse peggio; o magari non sarebbe cambiato granché”. La terza che hai detto, viene da parafrasare il Quelo di Guzzanti, che di premonizioni se ne intendeva.

Ceccarelli non dimentica la natura provocatoria della sortita di Grillo che, perlomeno sembrava ancora appartenere a una più o meno definibile sinistra. Da un lato il comico sentiva di “dare un senso a dieci anni di lavoro, tornare a parlare di politica e non di partiti e dare una mano ai giovani”. Dall’altro lato, la polpetta avvelenata: “Mi è venuto il magone nel vedere come questi fossili hanno segato la povera Debora Serracchiani, che aveva appena detto di condividere le cose che dico”.

I “fossili” di allora si sono animati per assumer la non vita degli “zombie” attuali. Le risposte del Pd già sospettoso non si fecero attendere. Non c’è più il Comitato, ma la metafora centrale sì. Riepiloga Ceccarelli: “Non è un autobus”, dice Bersani, “non è un taxi”, dice Migliavacca, “non è un tram”, dice Melandri. Comico o politico che sia, in quel caso il primo Grillo è il più rapido a reagire, aggiungendo il “carro funebre” alla lista dei mezzi di trasporto che definiscono il partito. Un paio di sezioni disobbedisce e accoglie Grillo tra gli iscritti, a Arzachena prima e a Paternopoli (Avellino) poi: un paio di delibere regionali annullano l’iscrizione. Ma l’umore era meno nero e l’umorismo a livelli grillini, e anche più eleganti. Rispondeva all’epoca Bersani: “Dai Grillo, stai sereno: noi semplici uomini siamo tutti quasi morti. E tutti viviamo – qui fece una pausa – su quel ‘quasi'”.