Beppe Grillo. Deputati e senatori M5s convocati: “chiarimenti”. Resa dei conti?

Pubblicato il 10 Giugno 2013 11:46 | Ultimo aggiornamento: 10 Giugno 2013 11:46
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Beppe Grillo: tra i suoi parlamentari il malcontento è diffuso

Il mal di pancia dentro il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo sta entrando in una fase acuta e la tensione è molto alta.

All’appuntamento per la elezione del nuovo capo gruppo al Senato al posto di Vito Crimi, dimessosi come da accordi di durata trimestrale, si è aggiunta una assemblea di tutti i deputati e senatori del M5s, prevista per lunedì pomeriggio alle 17 e convocata, via e-mail, con tono che non promette nulla di buono:

“Chiarimenti sugli atteggiamenti fuori e dentro il gruppo rispetto alle decisioni assembleari”.

Siamo di fronte, come scrive Tommaso Ciriaco su Repubblica, a
“una resa dei conti con chi si è spinto a sfidare apertamente il verbo del quartier generale.
L’idea è quella di mettere con le spalle al muro i dissidenti. Di “inchiodarli” alle decisioni assunte in assemblea. Di far tacere contestazioni preventive e successive recriminazioni. La linea elaborata dagli “ortodossi”, insomma, non lascia spazio a pubblici distinguo che minino la compattezza del gruppo. Ma non basta. Perché nel movimento corre voce che alcuni deputati dell’ala dura siano al lavoro per raccogliere e catalogare interviste e dichiarazioni dei malpancisti. Una sorta di faldone sul dissenso.

Secondo Alessandro Trocino, del Corriere della Sera, si tratta di

“una sorta di resa dei conti dopo la fuoriuscita di Alessandro Furnari e Vincenza Labriola e il successivo comunicato sprezzante firmato dalla Comunicazione, a nome dei deputati della Camera”.

Il comunicato è stato redatto non da un parlamentare del movimento ma dagli addetti alla Comunicazione, professionisti che costituiscono una specie di servizio di sicurezza etero guidato cui i militanti, come lamenta Walter Rizzetto, che nega di averlo mai approvato, hanno dato forse troppa

“libertà di agire in autonomia”.

Come ha osservato Walter Rizzetto,

“in questo caso serviva più cautela e condivisione”,

e anche per questo il comunicato ha provocato una mezza rivolta, anche perché non condiviso in anticipo con il gruppo.

Ma, osserva Alessandro Trocino, i vertici del Movimento 5 stelle (Beppe Grillo? Gianroberto Casaleggio? qualche altra e oscura eminenza grigia, il vero burattinaio di Beppe Grillo?)

“invece di prendere atto delle differenti opinioni, hanno deciso di pretendere chiarimenti, con il sottinteso che d’ora in poi non saranno tollerati atteggiamenti e parole in difformità”.

Intanto la polemica continua. Dice Vincenza Labriola:

“Oltre gli insulti, ci sono state le minacce fisiche. Alcuni colleghi alimentano questo clima”.

Alessandro Furnari ha detto:

“A me il denaro non interessa. Con la mia decisione ho rinunciato ad essere rieletto e ho rinunciato anche alla pensione, che invece i parlamentari M5S prenderanno. Manterrò fede alla promessa di restituire l’eccedenza dell’indennità. Farò beneficenza nel mio territorio”.

Nella cronaca di Alessandro Trocino, Alessandro Furnari

“attacca «i toni livorosi e vendicativi»: «L’ufficio stampa del gruppo sta attuando una gogna mediatica, studiata ad hoc per tutte le menti pensanti che scappano. Diranno che l’hanno fatto per il vil denaro»”.

A Palazzo Madama, sede del Senato, intanto, informa Tommaso Ciriaco,

“tutto è pronto per il ballottaggio tra il dialogante Luis Orellana e Nicola Morra, più vicino alla linea del quartier generale di Grillo. In palio c’è il ruolo di capogruppo e un deciso cambio di rotta della linea politica finora tracciata dall’ortodosso Vito Crimi”.

Ma è soprattutto alla Camera, fra i deputati del Movimento 5 stelle,

“che cresce il nervosismo e trova sfogo anche sullo spinoso tema della rendicontazione delle spese. Il movimento ha incaricato un commercialista viterbese – considerato un simpatizzante di Beppe Grillo – di sostenere lo sforzo contabile dei grillini. Con una parcella di pochi euro mensili. Non tutti, però, hanno gradito e parecchi parlamentari non sono intenzionati a rinunciare al proprio commercialista di fiducia”.