Beppe Grillo e la crisi ucraina “Non sparavano i russi, rispettare referendum”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Marzo 2014 22:14 | Ultimo aggiornamento: 21 Marzo 2014 22:14
Beppe Grillo da Enrico Mentana

Beppe Grillo da Enrico Mentana (foto Ansa)

ROMA – In piazza a sparare non erano i russi. E poi c’è stato un referendum in cui ha votato il 95% delle persone e ha scelto la Russia. Beppe Grillo sulla crisi dell’Ucraina ha delle idee precise. E lontane dall’occidente, dai vari Merkel e Obama che con Vladimir Putin hanno iniziato una guerra di sanzioni.

Nell’intervista a Enrico Mentana, invece, Grillo parte da presupposti completamente diversi. Prima analizza la caduta del governo ucraino “legittimamente eletto” e rovesciato da una piazza, esattamente come accaduto in Egitto.

“Un governo è stato cacciato dalla piazza. Vorrei capire perché un governo che vince le elezioni viene mandato a casa. Chi c’è nella piazza? Chi sparava sulla folla in piazza a Kiev non erano i russi. Là ci sono forze statunitensi. E’ una situazione complessa”.

Quindi il referendum. Grillo pensa sia stato legittimo, regolare e con un risultato chiaro:

“C’è stato un referendum con 150 ispettori dell’Onu che hanno visionato. Vi ha partecipato l’85% degli aventi diritto ed il 95% ha detto sì. Io lo rispetto”.