Beppe Grillo, Enrico Letta, Ambasciata inglese: tre versioni, qualcuno mente

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 marzo 2014 0:37 | Ultimo aggiornamento: 22 marzo 2014 0:37

enrico letta polliceROMA – Di certo c’è che Enrico Letta e Beppe Grillo, ben prima del tentativo di Pier Luigi Bersani di formare il governo, si sono trovati nello stesso giorno nel palazzo dell’Ambasciata inglese. Letta per una colazione di lavoro con l’ambasciatore. Grillo, insieme a Casaleggio, per un pranzo di lavoro. Di certo c’è anche che Grillo e Letta non si sono incontrati. 

Tutto il resto, però, è incerto. Ci sono tre versioni diverse di quanto accaduto quel giorno, e la vicenda diventa un caso quando Beppe Grillo, intervistato da Mentana, ricorda di quel giorno per dire che, sostanzialmente, c’era una specie di complotto, che Bersani era un agnello sacrificale e che Letta era già pronto per la presidenza del Consiglio.

La versione di Grillo è quella che apre il caso. Quel giorno ci fu un tentativo, da parte dell’ambasciatore, di farli incontrare al riparo da occhi indiscreti. Grillo racconta di “non aver mangiato con nessuno” e quindi di aver declinato l’invito e di essersene andato. E poi accusa: “In Italia è già tutto deciso”.

La versione di Letta è solo in parte diversa. L’ex premier spiega che in Ambasciata c’era, ma per una colazione ufficiale già decisa da tempo. Conferma il tentativo dell’ambasciatore di organizzare l’incontro, ma spiega di aver detto di no perché “non aveva nessun motivo per incontrare Grillo”. Il resto, secondo Letta, “sono farneticazioni”.

La versione dell’Ambasciata, spiegata in un lungo comunicato, è invece totalmente diversa.  Non c’è stato nessun invito e nessun tentativo di organizzare un vertice Letta-Grillo.

“Apprendiamo dall’intervista rilasciata da Beppe Grillo a Enrico Mentana per La7 – si legge nella precisazione – di allusioni relative ad un presunto tentativo da parte dell’ambasciatore Prentice di favorire in qualche modo un incontro tra Enrico Letta e lo stesso Grillo in una fase particolarmente delicata della politica italiana successiva all’esito delle scorse elezioni.

Ciò non corrisponde a verità e la presenza concomitante di Enrico Letta e del sig. Grillo presso la residenza di Villa Wolkonsky, dovuta ad un’improvvisa sovrapposizione di agende, e’ stata gestita nel pieno rispetto della privacy di entrambi gli ospiti e non ha portato ad alcun incontro tra i due, incontro che l’ambasciata non aveva peraltro alcun interesse a promuovere”.

“Precisiamo inoltre – ai aggiunge – che la colazione dell’ambasciatore Prentice con Enrico Letta, alla quale Grillo non è mai stato invitato ad unirsi, era da lungo tempo programmata per discutere l’organizzazione della XXI edizione del convegno italo-britannico di Pontignano (che ha avuto quindi luogo nel mese di ottobre 2013), di cui Enrico Letta è co-chairman insieme a Lord Chris Patten”.

Le tre versioni sono incompatibili, insomma. Perché se quelle di Letta e Grillo, in qualche modo, possono coesistere, quella dell’ambasciata è totalmente diversa. Qualcuno, insomma, mente. Ma chi?