Beppe Grillo, dal Giornale 10 domande sui “fondi segreti M5s”

Pubblicato il 30 Maggio 2013 11:32 | Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2013 11:32
Beppe Grillo

Beppe Grillo

ROMA –  Dieci domande a Beppe Grillo su trasparenza e sui finanziatori del Movimento 5 Stelle. A porle, provocatoriamente, è il quotidiano Il Giornale, evidentemente non soddisfatto dalla pubblicazione, sul blog del leader M5s, di oltre 9000 nominativi di finanziatori del Movimento.

Il quotidiano parte dall’assunto che, nella gestione dei soldi, ci sia qualcosa di poco chiaro. E chiede a Grillo lumi, tra le altre cose,  sull’assenza di revisori dei conti nel Movimento, sui gadget, sui conti dello Tsunami Tour e sulle donazioni cash.

Il Giornale cita anche Milena Gabanelli alle cui domande di trasparenza  Grillo ha risposto con un post sul blog. Farà la stessa cosa con il quotidiano della famiglia Berlusconi?

1 Perché il M5S non ha orga­nis­mi di controllo né revi­sori dei conti 

Il Movimento 5 Stelle è un’anomalia.Nel regolamen­to interno, cioè il Non statuto, non sono previsti tesoriere o gestori di fondi né strutture di controllo o segreterie. Men­tre nello Statuto ufficiale, regi­strato il 18 dicembre del 2012, l’unico amministratore dei beni e della gestione economi­ca del Movimento è il presi­dente: Beppe Grillo. Risulta molto strano che un movi­mento che fa della trasparen­za la sua bandiera non abbia nessuna forma di controllo in­terno dei conti. 

2 Perché nel rendiconto uf­ficiale  viene citata la spesa del palco del comi­zio finale a Roma e non si parla delle altre cen­to tappe dello Tsunami tour ? Con quali soldi sono state pagate? 

Per la sua campagna elettorale Grillo ha at­traversato tutto il Pae­se, dal Friuli alla Sici­lia. Ma nelle spese uffi­ciali pubblicate sul blog appa­re solo il conto del maxipalco del comizio di chiusura in piazza San Giovanni, mentre delle spese delle altre città non c’è evidenza. 

 3 Perché nel rendiconto del­lo Tsunami tour non c’è traccia dei soldi spesi e incas­sati a livello locale attraverso i vari canali possibili? 

Le associazioni che si richia­mano al M5S e i gruppi locali pentastellati sono migliaia. Tuttavia, nel rendiconto pub­blicato da Grillo, non vengo­no nemmeno menzionati. Mancano le spese effettuate e le entrate raccolte nei vari co­muni. C’è solo una voce intito­lata «Spostamenti camper» che potrebbe inglobare tutto ciò,ma l’oscurità e la mancan­za di chiarezza restano. 

4 Dove vanno a finire i sol­di delle vendite dei gadget? Perché non vengono rendi­contati?

Un cappellino, una magliet­ta, un libro. Tutto col marchio del M5S. Nei vari banchetti pre­senti nelle piazze, gli attivisti grillini vendono questo e altro. Ma nel rendiconto di Grillo non c’è evidenza di que­sto. Non ci sono fatture né scontrini. La ven­dita dei gadget non risulta. 

5 Dove van­no a fini­re l­e do­nazio­ni effettuate in contanti? 

I soldi vengono raccolti an­che attraverso donazioni «fisi­che » ai banchetti o nelle riu­nioni dei vari gruppi locali del Movimento. Ma le rendicon­tazioni pubblicate online , quando sono presenti, sono incomplete, poco aggiornate e autocertificate.

Il Non Statuto dice che è possibile raccogliere fon­di solo attraverso il blog, ma in realtà da anni e soprattutto per le campagne elettorali lo­cali è possibile versare dena­ro su conti privati. Come mai? 

Lo statuto ufficiale non prevede cari­che e organizza­zioni locali e il Non statuto non contem­pla in alcun modo che si possano rac­cogliere fon­di per conto del Movimen­to 5 Stelle, se non attraver­so il blog uffi­ciale. Dunque è lecito pensare che i fondi raccol­ti, sia prima che do­po la registrazione del­lo statuto, risultino fuori da ogni tracciabilità.

Perché i conti Paypal, Po­stepay e bancari sono in­testati a privati e non al M5S? 

A un simpatizzante grillino che vuole sostenere i pentastel­lati locali viene chiesto di effet­tuare versamenti a conti che spesso sono intestati a privati e non sono in nessun modo riferi­bili al M5S. Un esempio? Se si vuol sostenere il Movimento 5 Stelle di Verona, i soldi donati vanno a un conto intestato al­l’Associazione Grilli Verona.

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Come fa Grillo a garanti­re sull’origine e la desti­nazione dei soldi e su even­tuali distrazioni di denaro? 

A esclusione delle donazio­ni raccolte direttamente dal blog, tutte le altre entrate inte­state a privati o ad associazio­ni rappresentano una sorta di «fondo nero» a disposizione del M5S. La stessa opacità va­le per le uscite, perché le fattu­razioni sono sempre intestate a soggetti diversi dal Movi­mento.

9
Perché non sono traccia­ti gli introiti del blog di Beppe Grillo e non c’è diffe­renziazione tra quelli che fi­niscono al M5S e quelli che vanno alla Casaleggio Asso­ciati (gestore del blog)? 

Come ha segnalato recente­mente anche Report , nell’ulti­mo bilancio della società di Gianroberto Casaleggio non si parla dei guadagni derivan­ti­dal sito dell’ex comico trami­te le inserzioni pubblicitarie. E su questo punto Grillo e il suo sodale si sono sempre trin­cerati dietro a un no com­ment. 

10 Perché  non c’è una contabilità delle en­trate derivanti dalle inserzio­ni pubblicitarie del blog?

Il blog, essendo l’unico or­gano ufficiale del movimento politico rappresentato in Par­lamento, si può equiparare a un «giornale di partito» che però per legge deve redigere un bilancio e tenere una con­tabilità che evidenzi la traccia­bilità delle entrate derivanti dalle inserzioni pubblicita­rie. Contabilità e tracciabilità che invece restano ignote.