Beppe Grillo: “Italia, Triangolo Bermuda imprese. Berlusconi-Letta, ologrammi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Giugno 2013 22:44 | Ultimo aggiornamento: 20 Giugno 2013 22:45
Beppe Grillo: "Italia, Triangolo Bermuda imprese. Berlusconi-Letta, ologrammi"

Beppe Grillo: “Italia, Triangolo Bermuda imprese. Berlusconi-Letta, ologrammi”

RAGUSA – Italia, Triangolo delle Bermuda per le aziende: ”Ogni giorno scompaiono 156 negozi e un’impresa al minuto chiude. Beppe Grillo, a margine di un incontro elettorale a Ragusa, denuncia il fenomeno della delocalizzazione delle aziende e le conseguenze sul mercato del lavoro. Poi l’affondo nei confronti di Silvio Berlusconi e Enrico Letta: “Ologrammi”

Il leader M5s spiega: ”Le imprese si ritrovano in Turchia. Le parole delocalizzare e internazionalizzare ci stanno disintegrando perché ci sono il costo del lavoro e le tasse più alti d’ Europa. Ora vi sembra normale che con i nostri soldi prendiamo un’azienda, la chiudiamo, poi apre in un altro posto e riportano il prodotto da noi con il marchio made in Italy? Così lo paghiamo due volte…”.

In Italia le imprese “più che sparire si dematerializzano e compaiono, come per magia, in altri luoghi del pianeta. Succede così che un’azienda veneta si ritrovi all’improvviso sul suolo polacco e una marchigiana appaia in Anatolia. E’ un trucco di prestidigitazione di alta scuola. Le parole magiche sono costo del lavoro e internazionalizzazione”.

“Perché l’esercizio riesca, per prima cosa va pronunciata la parola “costo del lavoro” che in Italia è sempre troppo alto e all’estero è sempre più basso. Con questo viatico si può iniziare la procedura di esportazione dell’azienda. Non è colpa di nessuno, ma del mercato globale, se si deve espatriare. Che in realtà il costo del lavoro sia in Italia ingestibile per colpa delle tasse altissime e gli stipendi siano i più bassi in Europa per le folli politiche governative è un dettaglio secondario” osserva Grillo.

“La seconda parola magica è internazionalizzazione” –  continua i leader del M5S, “Una parola buona, positiva che nell’immaginario trasforma gli imprenditori in novelli Magellano e Colombo”.

I dipendenti, invece, “sono cornuti e mazziati. Licenziati per il costo del lavoro troppo alto dovuto allo Stato con una tassazione sul lavoro e sull’impresa tra le più alte del mondo. Inviati come missionari in terre lontane per addestrare turchi, cinesi, polacchi, serbi e trasferire le loro competenze. Tutto in nome dell’internazionalizzazione, una parola magica usata per delocalizzare le nostre imprese che però, una volta all’estero, mantengono, grazie alle leggi dello Stato, il marchio made in Italy”.

Grillo non manca poi di lanciare il suo attacco al leader Pdl e al premier. “Silvio Berlusconi e Enrico Letta – ha detto – sono un ologramma. Il nano ormai non c’è più, gli conviene prendersi un elicottero”.

Infine, un po’ di esercizio di autocritica: ”Abbiamo fatto qualche errore nella comunicazione, c’è stata qualche leggerezza in streaming, ma siamo un movimento giovane”, si è giustificato. ”Il nostro movimento – ha aggiunto – non è appetibile dal punto di vista finanziario: prendi, stando a Roma, 2.700 euro al mese e fai due legislature e te ne vai. Quindi o sei appassionato o te ne vai. Stiamo facendo una rivoluzione”.

Quanto ai dissidenti: “E’ fisiologico, ci sta, che su 163 parlamentari 3 vadano via, è uno scilipotismo dell’anima”. E ancora, parlando proprio dei parlamentari che hanno lasciato il Movimento, ha detto: “Io un epuratore? Ma loro sono ancora lì con il loro stipendio esattamente dove erano prima. Non c’è una legge che li obbliga ad andare via. Sarà una loro decisione. Non mi riguarda”.