Grillo “teppistello”, “dispensatore di insulti”, “psico-comico”: le critiche

Pubblicato il 2 settembre 2012 19:31 | Ultimo aggiornamento: 2 settembre 2012 19:31
grillo

Beppe Grillo (LaPresse)

ROMA – C’è chi lo ha etichettato come “teppistello”, chi come “dispensatore di insulti”, chi come “psico-comico”. Dopo l’ultima sparata contro media e politici (“Il rito dell’odio su di me, vogliono farmi eliminare”) su Beppe Grillo è arrivata una pioggia di critiche.

Dario Ginefra del Pd dice: “Il dispensatore di insulti h24 Beppe Grillo gioca a far la vittima per continuare a far parlare di se contestando ai Media ‘due minuti di odio al giorno’. Siamo alle prese con un chiaro disturbo galoppante e narcisistico della personalità e forse i rappresentanti del Movimento 5 stelle dovrebbero intervenire per non subire i danni di questo delirio dello ”spaghetti big brother’” e aggiunge: “L’attacco agli organi di informazione, tipico di leader autoritari e antidemocratici, è solo l’ultimo atto di una campagna di discredito delle istituzioni democratiche ad opera di un uomo oramai prigioniero del suo personaggio e ossessionato dall’apparire a prescindere”.

Potito Salatto, dell’ufficio di presidenza nazionale di Fli, afferma: “L’allarme lanciato da Grillo è un’altra trovata mediatica a giustificazione del calo dei suoi consensi, della sua presa su un elettorato disorientato. Cosa dovremmo dire noi degli anatemi e delle minacce da lui rivolteci da qualche anno a questa parte? Passare da attore comico a drammatico non è il suo mestiere: Grillo è sempre un comico e tale resterebbe anche se venisse eletto deputato della Repubblica“.

Il vicepresidente dei deputati del Pdl Osvaldo Napoli dichiara:: “Beppe Grillo usa un armamentario vecchio e francamente patetico per far parlare di se’. Pensare, come pensa il comico, che i giornali aizzino i cittadini indicando l’M5S e il suo leader come bersagli non solo metaforici è davvero ridicolo e fuori luogo se l’accusa proviene da chi, come Grillo, lancia quotidianamente minacce ben più sanguinose contro ogni essere vivente di qualsiasi specie, non solo politica”.

E ancora: “Non dovremo sorprenderci se fra poco Grillo riesumerà la categoria dei ‘cattivi maestri’ per spiegare le critiche sacrosante contro il qualunquismo becero che lui alimenta con i suoi comportamenti deliranti come dice un adagio popolare, Grillo ‘chiagne e fotte’ e vorrebbe tacitare i suoi avversari, molto più numerosi dei suoi sostenitori, demonizzando ogni loro critica. Bersani lo ha definito, sbagliando clamorosamente giudizio storico, un fascista. Una parola importante e fuori luogo per definire un qualsiasi teppistello in cerca di notorieta’. Un teppistello di quartiere che solo la cecità della politica può elevare agli onori della cronaca”.

Anna Maria Bernini, portavoce nazionale vicario del Pdl, è dura su Twitter: ”Lo psico comico fa il perseguitato e si prenota poltrone in Parlamento..ma non eravamo tutti “larve ben pagate”? Benvenuto e… beato tra le larve!!”.

Il senatore Pd Roberto Di Giovan Paolo è chiaro: “Grillo è il perfetto populista italiano: un po’ masaniello e un po’ piagnone. Dove è la novità. Tuttavia c’è chi studia il suo programma e si confronta col suo movimento. Ma lui lascerà il suo movimento libero di esprimersi?”.