Beppe Grillo contro la tv Satana, ma un consigliere 5 Stelle paga pur di esserci

Pubblicato il 14 agosto 2012 11:13 | Ultimo aggiornamento: 14 agosto 2012 11:19
giovanni favia e beppe grillo

Giovanni Favia e Beppe Grillo

BOLOGNA –  E’ una delle regole di Beppe Grillo, uno dei segreti del successo del Movimento 5 stelle: stare lontani dalla televisione, non scendere mai a patti con il Diavolo di uno strumento mediatico inaffidabile capace solo di far perdere credibilità al politico che ci va. Ma il mai si è presto trasformato in di tanto in tanto e il no definitivo in forse, almeno a giudicare dall’ammissione di un suo consigliere regionale in Emilia Romagna, Giovanni Favia.  Il quale, candidamente, dichiara che anche lui, come del resto tutti gli altri, paga per apparire sulle emittenti locali della regione. Attingendo ai soldi pubblici in capo al gruppo consiliare. Cifre in verità modeste, duecento euro a comparsata, con regolare fattura e trasparente segnalazione sul sito. Peccato che, e questo riguarda tutti, tranne il Pd che infatti denuncia il caso, peccato, dicevamo, che si tratti dell’acquisto di spazi di interviste a pagamento spacciate per informazione pura.

L’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia Romagna vuol vederci chiaro e annuncia verifiche. Giovanni Favia non fa una piega. Intervistato da Beppe Persichella de La Repubblica, dichiara di comprare spazi in tv “per non essere censurati”. Alla modica cifra di 200 euro a ospitata si assicura un’ora al mese di informazione libera e senza contraddittorio. Non vede contraddizioni con il diktat di Grillo che anzi ha diffidato chiunque del movimento dall’andare in tv.

“Condivido le parole di Beppe, il problema sono i talk show nazionali, dove non  riesci ad esprimere un concetto, condotti ad arte per disinformare. Lui ci ha sempre consigliato di non andare nelle reti nazionali ma in  quelle locali sì, per informare i cittadini su questioni concrete”. Quindi, se abbiamo capito bene, Bruno Vespa no perché è un Satana censore e manipolatore, lui e tutti i “cicciabomba e le labbra turgide megafoni dei partiti”. Su  “è-tv” della Curia o “7 Gold” sì, perché ti offrono un podio sicuro dal quale poterti esprimere liberamente. E il cittadino che in buona fede accoglie una velina con tanto di tariffa come fosse un telegiornale? Non è anche quella una questione concreta che lo riguarda?

Per il momento Favia non ha nessuna intenzione di rinunciare, almeno fino a quando, dice, “in Italia non ci sarà un’informazione libera. Quindi presumo che continuerò”. Vade retro Satana, o almeno mettiti di fianco…