Berlusconi, amnistia o indulto: perché no

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Ottobre 2013 10:15 | Ultimo aggiornamento: 10 Ottobre 2013 10:17
Berlusconi "amnistiato" o "indultato": perché no

Berlusconi “amnistiato” o “indultato”: perché no

ROMA – Berlusconi, amnistia o indulto perché no. Amnistia o indulto, le richieste di Napolitano per alleggerire il dramma del sovrappopolamento carcerario, si applicheranno anche ai casi giudiziari di Silvio Berlusconi? Due voci diverse, il direttore delle carceri italiane e un avvocato di Berlusconi, scommettono per il no. Per Giovanni Tamburino, direttore delle carceri italiane, intervistato da Repubblica, il provvedimento riguarderà i piccoli reati, quelli commessi da chi vive ai margini, non si riferisce proprio a quelli commessi dai “colletti bianchi”.

L’intervento invocato dal Capo dello Stato si riferisce alle migliaia di detenuti stipati nelle celle per reati di scarsa gravità e comunque tipicamente quelli commessi da persone ai margini della società, perché sono proprio questi che affollano le carceri”, mentre per i reati dei colletti bianchi ”credo che a stento si arrivi a un migliaio di casi sugli oltre 64.500 detenuti oggi. Quindi è evidente che questa realtà è proprio fuori dall’ottica del messaggio di Napolitano. Rispetto al tempo presente, certamente occorre un intervento che possa comportare l’uscita di alcune migliaia di detenuti perché i rimedi che stiamo attuando non sono immediati, ma realisticamente daranno frutto nel giro di uno o due anni.

Piero Longo, avvocato storico di Berlusconi, intervistato da Il Messaggero, trova molto difficile che il provvedimento si possa applicare al suo assistito.

Bisognerà vedere come sarà formulato il testo. È un dato di fatto che stando al percorso storico, l’amnistia finora ha riguardato reati che avevano come pena massima tre o quattro anni, escludendo la frode fiscale. L’ultimo indulto approvato, invece, escludeva esplicitamente i reati fiscali e finanziari.