Berlusconi, arcorine e famiglia. Quando la mamma (complice) batte cassa: “Forza figlia mia”

Pubblicato il 7 Marzo 2011 10:51 | Ultimo aggiornamento: 7 Marzo 2011 10:57

Noemi Letizia

ROMA – Quando la mamma batte cassa, spinge la figlia, la sprona a entrare nella corte di un potente succede che qualcuno invochi le mamme di una volta. Lo fa Francesco Merlo su “Repubblica” che parla di “mamme-maitresse”, della famiglia all’italiana rivisitata nella versione Arcore.

Un esempio? La madre di Elisa Toti che dice alla figlia: “Seimila euro, hai capito, sono dodici milioni delle vecchie lire!”, mentre lei racconta che “lui mi vedrebbe bene a lavorare in Pubblitalia”. Ribatte: “Se poi va male, pazienza, tanto va bene anche così”.

Per Merlo le “madri di Elisa, di Sara, di Noemi e di molte altre, sono mamme-mezzane che dinanzi alla prostrazione psico-fisica, che sempre accompagna i più rozzi e pesanti sapori della vita (“sono in condizione pietose”) , senza pudore minimizzano (“e che sarà mai”) ed esaltano solo il valore del compenso “seimila euro, hai detto niente”. Qui ci sono mamme che somigliano alle “parrine”, quelle che lenivano i corpi abusati nel cambio della quindicina, le acide ma benevole streghe che preparavano gli impacchi e dosavano e alternavano le tisane e il riposo allo snervamento, e intanto legavano i rotoloni di soldi con lo spago”.

Le mamme chioccia si trasformano in fan della ricerca di attenzioni e soldi, i padri fanno da assistenti e istigatori, i fratelli non sono più gelosi. Il padre di Barbara Faggioli insegna alla figlia: “Tu in questo momento devi fargli vedere che gli sei vicino”.  Quello di Barbara Guerra invita la figlia a dire a Berlusconi che “mio padre, per il grande rispetto che ha nei suoi confronti” è pronto a mettere una cimice nella sede dei finiani: “digli che io ci ho le chiavi”.

Il fidanzato di Imma De Vivo Ale la incita: “… io penso che non mi dà niente”. “No? Perché no, scusa? Mi incazzo! Oh!”. “Eh amore, ma che ne so. Io non faccio niente con lui…”. “Eh, ma sei scema?”.

In principio di questa orgia di affetto familiare era la mamma di Noemi Letizia, Anna che ha dichiarato: “La mia Noemi è una bambina che ho allevato nella luce del Vangelo e del Signore”. Così invece il papà: “Mia figlia lo chiama papi perché la abbiamo educata nel culto di Silvio”.

Merlo fa la carrellata della signore d’Italia, come quelle che hanno il “fascino della fragilità e della determinazione semplice e chiara e mi vengono in mente la mamma della piccola Yara e la mamma di Sarah che, pur così diverse tra loro, trattano i giornalisti con il medesimo rigore della maternità straziata. Ci sono mamme e mogli come Marella Agnelli e come Sofia Loren e Mina e come era la stessa mamma di Berlusconi che fu l’unica cosa dolce della sua vita forsennata, o ancora – cito alla rinfusa – Luciana Castellina e Anna Craxi, Eleonora Moro, Ilary Blasi, Franca Ciampi, la Seredova Buffon, Gemma Calabresi…”.

E ancora “c’è “la mamma ignota”, la mamma che ancora una volta è stata cantata a Sanremo, la mamma che sogna la laurea, un genero, i nipoti e diffida delle scuole di recitazione perché pensa, all’antica, che “femmina che muove l’anca / o è puttana o poco ci manca” che è certo un proverbio reazionario ma era una difesa contro questa smania di vendersi, contro i concorsi per “miss maglietta bagnata”, contro le selezioni per diventare veline che – va detto chiaro – non è un mestiere”.

Infine ci sono le mamme che sono “eccitate” dal ruolo di figlia velina o ancora, forse peggio, arcorina.